L’opposizione: «Legislatura al capolinea». Probabile un vertice di maggioranza a breve

Todde-Pd, aria di tempesta 

Dopo lo strappo sulla sanità i Dem disertano di nuovo la Giunta 

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L’assenza di ieri rischia di essere ancora più pesante di quella di domenica scorsa. Per la seconda volta in pochi giorni il Pd diserta la riunione della Giunta regionale: e se la prima diserzione aveva l’evidente scopo di non sottoscrivere delibere ritenute a rischio di illegittimità (quelle con le nomine dei manager nelle Asl di Cagliari e Olbia), stavolta l’Aventino democratico assume il significato di un avvertimento politico ad Alessandra Todde.Urge un chiarimento politico, un tempo si sarebbe chiamata verifica. E questo accade alla vigilia del ritorno di Giuseppe Conte, oggi a Cagliari (alle 11 al Lazzaretto, alle 16 al T-Hotel) a due anni esatti da quel 26 febbraio 2024 in cui arrivò con Elly Schlein a festeggiare la vittoria di Todde alla Regione.

Alta tensione

Proprio la relativa leggerezza dell’ordine del giorno della Giunta di ieri, limitato a qualche delibera sulle fiere bovine, sull’Arst e poco altro, dà l’idea della gravità della scelta Dem di tenere a casa gli assessori (Giuseppe Meloni, che è anche vicepresidente della Regione, Rosanna Laconi ed Emanuele Cani). Un modo per rimarcare che lo strappo sulla sanità non è rimarginato. Visto che non c’è stato un confronto nel merito con Todde, sembrano dire da Via Emilia, non ci sono le condizioni per riprendere il cammino comune facendo finta di niente.

Tutte interpretazioni, naturalmente: dopo un paio di giorni di schermaglie verbali, il Pd sceglie di non fornire interpretazioni autentiche della sua strategia e si mette in silenzio alla finestra. Non commenta neanche la presidente, ma fonti M5S fanno sapere che «nelle prossime ore» si confronteranno le segreterie del Movimento e dei Dem. Sia a livello regionale che nazionale. Dopodiché sarà la stessa Todde a fare sintesi e, si dice, a convocare un vertice tra i partiti del Campo largo.

Minoranza all’attacco

Parla invece l’opposizione. Parla e agita il coltello della polemica nella ferita della maggioranza. «L’elastico che unisce la presidente Todde e il Pd si sta rompendo», attacca Fausto Piga, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia: «La legislatura è a un bivio, la sensazione è che non sarà il caso decadenza a mandare a casa la Todde, ma la sua stessa maggioranza». Ancora da FdI, il coordinatore regionale Francesco Mura parla di «legislatura al capolinea», una legislatura per altro «mai iniziata», anche per il nodo decadenza di cui domani ritornerà a occuparsi la Corte d’appello di Cagliari.

Cambiano le firme dei comunicati, non i concetti: per Michele Ennas, segretario della Lega, «la sanità sarda è stata trasformata in irresponsabile terreno di scontro tra i partiti del Campo largo», e la presidente Todde «è diventata indigesta perfino ai suoi alleati».

Dalla maggioranza, l’unica voce è quella dei Progressisti, con l’assessore all’Agricoltura Francesco Agus: anche lui assente e dissenziente in occasione della delibera sulle Asl, ma presente ieri. «Da parte nostra – dice a nome del partito – c’è tutta la buona volontà per favorire un rafforzamento dell’azione e le necessarie ricomposizioni, anche considerando il ruolo infungibile del Pd all’interno della Coalizione progressista». Una secchiata d’acqua sull’incendio nel Campo largo, chissà se basterà.

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