Il risparmio delle famiglie torna protagonista del mercato dei titoli di Stato con il debutto del nuovo Btp Valore, affiancato per la prima volta da una seconda emissione, il Btp Valore Insieme. Nel primo giorno di collocamento, però, i risparmiatori sembrano preferire nettamente la formula tradizionale, con cedole trimestrali, rispetto a quella che concentra l'intera remunerazione alla scadenza.
A fine giornata il Btp Valore classico ha raccolto 3,4 miliardi di euro, con oltre 103mila contratti sottoscritti. Il nuovo Btp Valore Insieme ha totalizzato invece 1,18 miliardi, attraverso più di 45mila contratti. Il primo ha quindi attirato circa tre volte i capitali del secondo, confermando il vantaggio già emerso nelle prime ore dell'offerta. Complessivamente, nelle casse dello Stato sono affluiti 4,6 miliardi di euro.
Il collocamento proseguirà fino a venerdì 23 ottobre alle 13, salvo chiusura anticipata. Alla fine dell'offerta il Tesoro potrà confermare o aumentare i tassi minimi annunciati.
Durate e tassi
Entrambi i titoli hanno una durata di cinque anni, ma propongono modalità di remunerazione differenti. Il Btp Valore tradizionale offre cedole trimestrali crescenti, con tassi minimi annui garantiti del 3,7% per il primo e il secondo anno, del 4,1% per il terzo e il quarto e del 4,7% per il quinto. Il Btp Valore Insieme rinuncia invece agli accrediti periodici e prevede alla scadenza una maxi-cedola pari al 22,5% del capitale nominale, oltre alla restituzione dell'importo investito.
La doppia emissione punta a intercettare esigenze diverse: da una parte chi desidera disporre regolarmente degli interessi per integrare le entrate familiari, sostenere le spese o accantonare nuove somme; dall'altra chi preferisce accumulare il rendimento e riceverlo tutto alla fine, magari per finanziare un acquisto programmato o rafforzare i risparmi.
La disponibilità delle cedole ogni tre mesi rappresenta un vantaggio pratico per chi ha bisogno di liquidità durante il periodo dell'investimento. Chi non intende utilizzarle può anche valutare di reinvestirle in altri strumenti finanziari, in base alle condizioni offerte dal mercato. La formula Insieme può risultare invece adatta a chi non prevede di utilizzare gli interessi nel corso dei cinque anni e ha già definito un obiettivo finanziario futuro.
Trattamento fiscale
La scelta non dipende tuttavia soltanto dai tempi di incasso. I risparmiatori devono considerare il rendimento effettivo, il trattamento fiscale e le alternative disponibili. Gli interessi dei titoli di Stato italiani sono tassati al 12,5%, mentre il risultato complessivo dipende anche dall'eventuale reinvestimento delle cedole e dalla gestione del capitale durante il periodo di investimento.
Il primo giorno ha premiato la formula tradizionale, ma il confronto tra le due emissioni resta aperto. Le sottoscrizioni dei prossimi giorni potranno modificare gli equilibri prima della chiusura dell'offerta.
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