«Se uno tirasse fuori la fotografia di Tim di quattro anni fa a proposito del controllo italiano-straniero, della rete, dell’ammontare del debito sostenibile o meno, la fotografia che verrà scattata tra poco dirà una cosa completamente diversa, senza aver fatto i fenomeni ed essendo andati direttamente sul risultato». Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, rivendicando la bontà dell’operazione Poste Italiane-Tim che si sta concretizzando con l’opas lanciata dal gruppo Poste sulla società di telecomunicazioni. Un’operazione che per Giorgetti dà a Tim «un altro respiro» e una «visione che è fondamentale per lo sviluppo dell’economia». Lunedì l’ad di Tim, Pietro Labriola, e il top management hanno aderito all’opas di Poste italiane. I due titoli hanno perso in borsa. In serata Poste ha annunciato che incrementa il corrispettivo in contanti di 0,30 euro per ogni titolo consegnato e che acquisterà tutte le azioni oggetto dell’offerta portate in adesione, anche qualora si trattasse di un quantitativo inferiore al 66,67% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee dell’Emittente. E ieri le adesioni all’opas hanno raggiunto il 7,1546% del capitale: sono stati conferiti 16,99 milioni di titoli, portando il totale oltre i 122 milioni (122.082.591). L’offerta in cash e azioni lanciata su Tim si concluderà venerdì.
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