Tortolì.

Tigro pensionato in Germania 

Cani anziani e abbandonati potranno essere adottati da famiglie tedesche 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Tigro è un cane da pastore che ha 9 anni. Alcuni mesi fa l’avevano investito a Tertenia e, da allora, soggiorna al canile di Tortolì. La sua carta d’identità è ingiallita e qui in Ogliastra, anche in virtù della sua taglia medio-grande, faticherebbe a trovare una nuova famiglia. Rischierebbe di trascorrere il resto dei suoi giorni nella struttura di Monte Attu. Il 27 marzo la sua vita subirà una svolta: emigrerà in Germania dove, tramite un’associazione che collabora con la Cooperativa Rock&Dog di Ilbono che gestisce il canile di Tortolì, comincerà la sua terza vita con la famiglia adottiva. Andrà lì a svernare, come fanno altri esemplari della sua specie nati in Ogliastra che in terra tedesca trovano nuovo calore e affetto.

Nuova vita

La storia di Tigro è simile a tante altre raccontate al canile di Tortolì. Qui sono in aumento le adozioni internazionali che coinvolgono, quasi sempre, cani non più giovanissimi e di taglia medio-grande. «Questione di cultura - racconta Sandro Bidotti, gestore della struttura comunale - la tendenza da noi è adottare cani di taglia medio-piccola. Per i cani come Tigro è molto complicato trovare una nuova famiglia». In questi giorni, Tigro sta compiendo il cosiddetto percorso adottivo, ossia la preparazione verso la sua nuova dimensione. Ha un biglietto di sola andata per fine mese: destinazione Baviera. «Le due associazioni tedesche - prosegue Bidotti - ci aiutano a tenere numeri accettabili. Vengono qui due volte all’anno, ci danno una grossa mano».

Canile virtuoso

I numeri del canile confermano la bontà della gestione. «In questo momento abbiamo 110 cani. In canile entra tutto ciò che le persone non vogliono tenere, soprattutto cani di taglia medio-grande». In genere maremmani, cani da caccia e incroci. «Nel 2013, quando ci siamo aggiudicati l’appalto, in canile c’erano 189 cani e siamo arrivati a un picco di 226. L’ho lasciato nel 2018 con 140 cani. Sono rientrato nel 2022 e oggi parliamo di una situazione virtuosa anche grazie alle associazioni tedesche». Bidotti non vuol sentir parlare di randagismo: «In Ogliastra non esiste. È più corretto dire che si tratta di malagestione dei cani: non li tengono sotto controllo e non li sterilizzano, ecco cosa accade». Plaude alla gestione della struttura Riccardo Falchi, consigliere comunale con delega all’Ambiente. «Abbiamo riscontrato risultati positivi e incoraggianti».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?