Il dibattimen

Testimoni e perizia, il botta e risposta tra accusa e difesa 

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Da una parte la pubblica accusa che ritiene già acquisita la perizia degli esperti Rita Celli (medico legale dell’Università di Torino) e Claudio Medana (tossicologo stesso ateneo), visto che prova è stata già dibattuta in contraddittorio nell’incidente probatorio. Dall’altra l’avvocato dell’imputato, Luigi Sanna, contesta le modalità con le quali i periti avrebbero “interrogato” alcuni testimoni, senza informare la difesa. Su questo ruota l’eccezione preliminare che il legale ha avanzato ieri mattina alla Corte d’assise, chiedendo di non ammettere la perizia. I giudici per ora hanno rigettato la richiesta, ma senza chiudere del tutto la porta visto che hanno chiesto al legale di dettagliare meglio l’istanza.

La battaglia tra accusa e difesa è poi proseguita sul fronte dei testimoni. La pm Rossana Allieri ha chiesto di “tagliare” alcuni nomi indicati dalla difesa, soprattutto quelli dei consulenti che hanno già preso parte all’incidente probatorio. L’avvocato Sanna, però, desidera che la Corte senta non solo i carabinieri del Ris, ma anche gli esperti che hanno eseguito l’autopsia (consulenti del pm), oltre a medici informati di patologie pregresse delle vittime. Il motivo è semplice: in un primo momento non si era ipotizzato l’omicidio, poi c’era chi pensava all’avvelenamento e, solo alla fine, al soffocamento.

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