Controlli serrati e prime multe sino a 10mila euro. Pugno duro del Comune di Selargius nei confronti dei proprietari dei terreni incolti - in campagna ma anche nel centro abitato - diventati micce per gli incendi, come confermano i primi roghi di stagione in diverse zone del territorio.
Pugno duro
La task force dei vigili urbani con gli uffici del Municipio è stata annunciata dal neo assessore all’Ambiente Giuliano Palmieri durante l’ultima riunione del Consiglio comunale. «Le attività della Polizia locale hanno portato all’individuazione di 22 proprietari di fondi che non hanno ancora provveduto allo sfalcio dei terreni come da ordinanza, più 8 verbali in fase di controllo e alla denuncia di una persona che ha messo fuoco in un appezzamento». E gli importi delle multe sono salati, da 5mila a 50mila euro a seconda dei danni causati dall’incendio. «Le sanzioni per il mancato rispetto di quanto previsto dalla legge sono pesanti, e ammontano a circa diecimila euro», ricorda Palmieri. «L’invito che rivolgiamo a tutti è quello di fare due conti, perché le spese per adempiere alle prescrizioni antincendio sono sicuramente inferiori rispetto a ciò che comporta la loro violazione. Questo non certamente in un’ottica punitiva ma per fare il possibile per prevenire gli incendi che mettono a rischio tutti noi e distruggono l’ambiente in cui viviamo».
Il rogo causa svenimento
È di pochi giorni fa l’incendio in via Bixio. «Provocato da un concittadino che è caduto con la sigaretta accesa e pare sia svenuto, almeno questa è stata la sua versione», ha raccontato il sindaco Gigi Concu in Consiglio comunale. Come da prassi è scattata la denuncia per incendio colposo, non l’unica stilata in questo inizio di stagione estiva.
Minoranza all’attacco
Il tema - in particolare dei roghi in campagna - è stato portato nell’Aula di piazza Cellarium dalla consigliera di minoranza Francesca Olla. «L’amministrazione comunale esige dai cittadini una precisione chirurgica nella prevenzione degli incendi, ma lascia le proprie aree pubbliche e i terreni di sua proprietà in uno stato di abbandono, trasformandoli in perfette “polveriere comunali” pronte a prendere fuoco e dando un pessimo esempio a tutta la cittadinanza», dice chiedendo spiegazioni anche sul catasto degli incendi. «Esiste un registro consultabile e aggiornato con gli ultimi roghi divampati nell’agro?», la richiesta riportata nell’interrogazione.
Dal Municipio rassicurano sui rischi nelle aree pubbliche: «Al momento non ci sono terreni comunali incolti, e proprio in questi giorni si sta procedendo con le fasce tagliafuoco e la pulizia dei canali a protezione dell’abitato».
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