Il caso.

Terre rare, la rivolta di Gonnosfanadiga 

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La tutela delle montagne, dell’ambiente e delle risorse idriche. Di questo si è parlato durante il Consiglio comunale straordinario e aperto alla popolazione a Gonnosfanadiga. Al centro del confronto, la richiesta di permesso di ricerca mineraria denominata “Pira Inferida”, presentata all’assessorato regionale all’Industria.

L’assessore Giovanni Mandis, geologo, ha illustrato l’iter, distinguendo l’attuale fase di ricerca e l’eventuale, futura concessione mineraria. Allo stato odierno sono consentiti soltanto rilievi non invasivi, senza perforazioni o carotaggi. Assieme alla geologa Laura Cadeddu, Mandis ha approfondito gli aspetti tecnici e normativi della vicenda, evidenziando le possibili criticità legate alla salvaguardia ambientale e idrogeologica dell’area.

Il Comune ha ribadito la propria, netta contrarietà all’iniziativa e annunciato la predisposizione di un dossier tecnico per motivare l’opposizione al progetto, facendo leva sulle caratteristiche del territorio e sulle norme di tutela.

Ampio spazio agli interventi dei cittadini, che hanno posto domande e avanzato proposte confermando l’attenzione della comunità, anche nei paesi limitrofi. Il Comune seguirà ogni passaggio della procedura regionale, invitando la popolazione a mantenersi informata. Chiara la posizione del sindaco, Andrea Floris: «La fase attuale non comporta l’apertura di una miniera, ma il Municipio intende continuare ad agire tempestivamente per contrastare il progetto e difendere il nostro patrimonio naturale».

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