Maracalagonis.

Teresa e Marco insieme anche nella morte 

Prima il malore di lei, poi lo choc fatale del figlio: gli inquirenti chiudono l’inchiesta 

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È stato un dramma, una tragica fatalità con madre e figlio uccisi da un malore nello spazio di qualche minuto. Teresa Vacca, 82 anni, aveva appena preparato la cena per il figlio infermo, Marco Durzu, 58 anni. Un piatto a base di affettati, che l’anziana donna si apprestava a portargli nella sua camera da letto. Improvvisa la tragedia: la pensionata è riuscita a fare pochi passi dalla cucina, cadendo pesantemente sul pavimento dell’andito. Probabilmente ha chiesto aiuto, col figlio non in grado di prestarle soccorso e che, vinto dalla disperazione, si sarebbe agitato, morendo poco dopo anche lui in solitudine.

Gli elementi valutati

Questa la ricostruzione del dramma di Maracalagonis secondo il medico legale Roberto Demontis che, durante le autopsie svolte l’altro ieri, non avrebbe rilevato alcun trauma esterno sui cadaveri. Nulla che lasci pensare a una aggressione o comunque a una morte violenta. Il professor Demontis ha effettuato dei prelievi per eventuali esami istologici e tossicologici, ma valutato il quadro assieme agli inquirenti la soluzione del giallo potrebbe dirsi definitiva. Intanto il pm di Cagliari Daniele Caria, che ha coordinato le indagini, ha disposto la restituzione delle salme ai familiari. Sarebbe stata insomma una tragica fatalità che, in un attimo, ha stroncato due vite nella casa di via San Giovanni dove, da anni, la vita trascorreva silenziosa.

Le telefonate a vuoto

Teresa Vacca ormai limitava le uscite in paese, un tempo più frequenti, e negli ultimi tempo, dicono a Maracalagonis, era diventata particolarmente devota di Padre Pio. Una vita dedicata al figlio, e coi familiari che con lei tenevano i contatti quotidianamente attraverso il telefono. I due cadaveri sono stati trovati mercoledì scorso, una ventina di ore dopo la morte. Un fratello aveva chiamato Teresa al telefono diverse volte, senza avere una risposta. Verso mezzogiorno, ha riprovato inutilmente anche il marito della donna che accudiva madre e figlio, che ha così utilizzato le chiavi in dotazione per aprire il portone di ingresso. Quindi la macabra scoperta e l’arrivo del luogotenente Paolo Lucietti, comandante della stazione dei carabinieri di Maracalagonis.Così sono scattate le indagini col sopralluogo del sostituto procuratore della Repubblica Daniele Caria e del medico legale Roberto Demontis. Si è anche provveduto al sequestro dei telefonini per controllare i contatti delle vittime col mondo esterno. Ma tutto lascia ipotizzare la terribile coincidenza temporale della morte di entrambi, tanto che le salme sono state restituite alla famiglia per i funerali.

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