Camera

Tentazione FdI: «Alle urne a maggio» 

Fiducia sulla legge elettorale. E Meloni registra la sua voce contro i deepfake 

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Inizia a Montecitorio la settimana decisiva per la legge elettorale che si concluderà giovedì. Il tornante è cruciale e, per limitare al minimo qualsiasi rischio, il governo ha messo in campo un complesso meccanismo di voto che porterà allo scrutinio segreto - già chiesto da Pd, M5S e Avs - solo sul via libera finale al testo. Di fronte a una manciata di deputati, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ha chiesto la fiducia su tre dei quattro articoli modificati dal Senato e che vanno quindi rivotati, scatenando l’ira delle opposizioni. Le prime due riguardano il cuore della riforma con gli articoli nei quali, tra l’altro, è stato inserito il meccanismo delle preferenze, la terza una ridefinizione territoriale dei collegi di Merano, Bressanone e Bolzano. Si tratta di un punto sul quale le opposizioni non hanno fatto emendamenti ma che poteva essere sottoposto a scrutinio segreto, perciò per evitare guai il centrodestra si è blindato anche su quello.

Malan in radio

Un atteggiamento contro il quale le opposizioni vanno all’attacco. «È una scelta indegna: abbiamo fatto 50 emendamenti in tutto, non c’è ostruzionismo. Mettete la fiducia perché avete paura della tenuta della vostra maggioranza», attacca il Dem Federico Fornaro. Intanto, al di là del voto di giovedì, FdI pensa comunque alle elezioni anticipato, sia pure di pochi mesi. Ospite in radio di “Un giorno da Pecora”, il capogruppo in Senato Lucio Malan dice: «La scadenza è cinque anni, abbiamo votato a settembre e quindi si potrebbe rivotare a settembre. Il difetto per il voto a settembre è che hai poco tempo per la campagna elettorale, e poi c’è da fare la legge di Bilancio che è molto delicata come cosa. Per cui, potrebbe esserci l’esigenza di votare a maggio e potrebbe avere un senso votare insieme alle Comunali». Votando con il Melonellum, se nessuna delle coalizioni raggiungesse il 42% che vale il premio di maggioranza, potrebbero servire tempi lunghi per formare un governo. E se capitasse in autunno comporterebbe rischi in chiave manovra. Inoltre, se le Politiche si tenessero dopo le Amministrative il centrodestra potrebbe pagare lo scotto di un traino negativo, mentre un election day potrebbe portare effetti positivi nei grandi capoluoghi dove le previsioni non sono ottimistiche. Senza contare i costi di un doppio appuntamento elettorale.

La premier come Ferreri

Il dato certo è che la campagna elettorale è già cominciata. E anche in quest’ottica la presidente del Consiglio ha deciso di tutelarsi dai rischi di deepfake, già denunciati in questi mesi per una serie di sue immagini false prodotte con l’intelligenza artificiale generativa. Lo stesso può accadere con i suoni, e per questo Meloni ha registrato un campione della sua voce all’Euipo, l’ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale: «Io sono Giorgia Meloni», ripetuto due volte, quattro secondi in tutto, per mettere al sicuro il dna vocale, come fatto in passato da cantanti come Giusy Ferreri.

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