Funerali a più riprese per chi muore nel weekend. Ci sono tempi tecnici legati agli orari degli uffici comunali che impongono un’attesa più lunga per le tumulazioni di coloro che muoiono nel capoluogo tra venerdì pomeriggio e domenica notte. Per intenderci, affinché la sepoltura venga completata occorre: il via libera del medico, il nullaosta dell’ufficio di Stato civile che rilascia il certificato di morte, trasporto e seppellimento, ovviamente l’accordo con l’agenzia funebre, nel caso di esequie religiose la disponibilità della chiesa e, infine, l’assegnazione del loculo o, comunque, del posto per la bara, che viene dato dall’ufficio cimiteriale. Solo allora il viaggio può dirsi concluso.
Il caso
Dopo la morte di Gianni Marras, il 68enne scomparso intorno alle 15 di sabato 5 settembre per il quale è stato necessario attendere più di 48 ore prima che la famiglia potesse dargli l’ultimo saluto, è cresciuta l’attenzione intorno alle procedure seguite per le tumulazioni in città. «Non è giusto che una famiglia debba aspettare così a lungo, soprattutto con queste temperature, prima di poter celebrare i funerali», era stata la denuncia di Carmela Marras, sorella del defunto e presidente del comitato in difesa della salute. La protesta era legata agli orari dell’ufficio di Stato civile del Comune di Oristano che garantisce la reperibilità fino alle 18 di sabato per poi tornare operativo alle 8 di lunedì mattina. Ma non solo. Ad allungare inevitabilmente i tempi sono anche gli orari dell’ufficio cimiteriale che si trova nel camposanto di San Pietro e dal quale arrivano, come previsto, le indicazioni sull’assegnazione dei loculi nel cimitero di Oristano e nelle frazioni di Silì, Massama, Nuraxinieddu e Donigala. Sia chiaro: il funerale può essere celebrato, ma la salma resta in attesa nella camera mortuaria del camposanto per il seppellimento. Sulla porta in cima alla piccola rampa alla destra dell’ingresso principale di San Pietro gli orari non ci sono, ma gli impiegati spiegano che venerdì mattina si organizzano le tumulazioni del lunedì, se qualcuno muore di venerdì sera, per l’assegnazione del loculo si dovrà attendere che l’ufficio riapra dopo il weekend. «Mi raccomando – dicono – sottolinei che da parte nostra c’è la massima disponibilità e che spesso rispondiamo anche quando non siamo in servizio. Ma questa è l’organizzazione». Il punto è che la procedura di assegnazione del posto prevede che prima si completi l’iter burocratico e si effettui il pagamento del loculo al Comune, operazione che non può essere eseguita se gli uffici sono chiusi. D’altronde, accelerare i tempi non sembra al momento possibile visto che delle tumulazioni si occupano gli operai della “Oristano servizi” che lavorano tutti i giorni fino alle 14. Dunque, nel caso di un decesso dopo le 14 di venerdì, anche se si riuscissero ad avere tutti gli incartamenti necessari e a far celebrare il funerale, sarebbe comunque necessario attendere almeno un altro giorno per consegnare il proprio caro al riposo eterno con la chiusura della tomba.
La sosta
Le attese in camera mortuaria, tuttavia, non sono l’unico problema in fondo a viale Cimitero. Basta fare due chiacchiere con i clienti della fioraia per raccogliere più di una protesta. «Hanno voluto ridurre i parcheggi per realizzare uno spazio verde che però non viene curato come dovrebbe e che risulta del tutto inutile. Quando ci sono i funerali è un delirio», dice una signora sotto il gazebo bianco che espone qualche mazzetto di margherite e piantine multicolor. A guardar bene, gli stalli davanti all’ingresso principale di San Pietro sono pochi, due sono riservati ai disabili e sugli altri incombe il divieto di sosta all’ingresso del vialetto che consente la sosta solo agli “autorizzati”.
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