«Speriamo di non doverlo usare mai, ma se dovesse capitare io sono pronto». Giovanni Frongia, 61 anni, storico tassista cagliaritano, tocca ferro. Ma è serissimo. «Volevo essere preparato a salvare una vita in caso di bisogno e ora ho ciò che serve per tentare». C’è voluto tempo perché la burocrazia non manca, ma alla fine il tassista operativo in città da 32 anni, ha centrato l’obiettivo. «Grazie a un bando regionale», spiega, «sono riuscito a dotarmi del Defibrillatore automatico esterno (Dae) per intervenire in caso di necessità, ad esempio per un infarto». «Fortunatamente non mi è mai successo che un passeggero si sia sentito male, ma non si sa mai». Un ragionamento semplice e condivisibile il suo. «Con l’incremento del traffico crocieristico», dice, «sono sempre più numerose le persone anziane in giro per Cagliari. Certi giorni ne sbarcano a migliaia, per cui statisticamente il rischio è in crescita e ho voluto premunirmi».
Il dispositivo in auto
Un bip precede il messaggio. Una voce femminile impartisce le istruzioni: «Unità funzionante, piastre adulto, togliere i vestiti dal torace del paziente, applicare le piastre come illustrato nell’immagine, premere con decisione le piastre sul torace nudo del paziente”. Sembra facile, non lo è. «Grazie al bando», racconta Frongia, «ho frequentato il corso di formazione e un successivo aggiornamento, perché è inutile avere a bordo questo ausilio salvavita se non lo si sa usare». Il suo taxi, tra l’altro, è in movimento h24, grazie alla seconda guida. «In teoria posso intervenire anche per soccorrere una persona che ha avuto un malore nelle vicinanze». La presenza del Dae è segnalata dagli adesivi verdi con su scritto “Taxi cardioprotetto” applicati su parabrezza, lunotto e fiancate.
Esempio da seguire
Dotarsi di defibrillatore non è obbligatorio per i tassisti. «Tuttavia ritengo che dovremmo farlo tutti», auspica Frongia da buon sindacalista, visto che è anche delegato regionale di Taxi-Casartigiani, «questo perché gli infarti capitano anche a persone giovani e dal momento dell’arresto cardio-circolatorio è fondamentale intervenire in pochi istanti». A Roma e Firenze i “taxi del cuore” sono una realtà già da anni. «Qui siamo in pochi e non tutti hanno fatto il corso o seguito gli aggiornamenti. Aderire non costa niente. La Regione rimborsa anche l’apparecchio, il cui valore supera i mille euro». Pensata per agevolare i tassisti nell’acquisto di veicoli nuovi, la norma si è rivelata utile anche sotto altri aspetti, dai corsi di inglese gratuiti per poter interagire meglio con i turisti stranieri fino a servizi ormai richiestissimi come il wi-fi. ( p. l.)
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