Lo studio.

Tasse, ai Comuni sardi le briciole 

Nel 2025 appena 8.400 euro di incentivi al contrasto dell’evasione fiscale 

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Da oltre dieci anni lo Stato incentiva i Comuni al contrasto dell’evasione fiscale. Come? Riconoscendogli una quota di compartecipazione che dal 2022 è pari al cinquanta per cento delle somme riscosse. Per il 2025, ad esempio, il magazzino dei crediti locali fiscali ammonterebbe a circa 25 miliardi, e a disposizione delle amministrazioni ci sarebbero circa 12,5 miliardi. Ebbene, da uno studio a cura del Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Mezzogiorno, Immigrazione della Uil, emerge che l’importo spettante ai Comuni per riscossioni effettuate nel 2024 (ed erogato nel 2025) è pari ad appena 2,5 milioni di euro, cioè lo 0,02 di quanto potenzialmente recuperabile. Colpiscono in negativo i dati sardi. «Ai Comuni dell’Isola sono stati riconosciuti appena 8.395,51 euro come quota incentivante derivante dal recupero dell'evasione fiscale relativa alle riscossioni 2024», rivela la segretaria generale di Uil Sardegna Fulvia Murru. Nel dettaglio: Sassari: ha avuto 1.641,04 euro, Olbia 1.012,03, Alghero 610,11, Golfo Aranci 476,23, Santa Teresa Gallura 4.317,61, Cagliari appena 125 euro, Serrenti 23,49. I capoluoghi che non compaiono non hanno recuperato nulla.

Il caso Cagliari

Emblematico è il dato della città metropolitana di Cagliari, che con 125 euro è ultima tra le grandi città italiane: Milano supera i 376mila euro, Genova i 406mila, Torino 113mila, Firenze 105mila, persino Roma supera i 10mila euro. Insomma, aggiunge Murru, «in Sardegna la partecipazione dei Comuni al recupero dell'evasione è inesistente». Non perché manchi l'evasione, «ma perché gli enti locali non sono nelle condizioni di intercettarla e recuperarla. Gli uffici tributi soffrono da anni di carenza di personale, competenze specialistiche e strumenti tecnologici adeguati». Questa, ricorda, «è un'occasione persa. Recuperare risorse dall'evasione significa poter investire nella sanità, nei trasporti, nei servizi sociali, nelle scuole e nelle aree interne, senza aumentare la pressione fiscale su lavoratori e pensionati, che le tasse le pagano già fino all'ultimo euro». Da qui l’appello a Regione e Anci ad «aprire un confronto per rafforzare gli uffici tributi dei Comuni, favorire la gestione associata dei servizi nei piccoli enti e investire nella digitalizzazione e nella formazione del personale. La lotta all'evasione fiscale è una questione di equità, ma anche una concreta opportunità di sviluppo per la Sardegna».

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