Insularità

Tassa Ue, la battaglia di Sardegna e Liguria 

Cossa: trasporti marittimi, le nostre merci finanziano la carbonizzazione altrui 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Il mare non può essere un ostacolo allo sviluppo della Sardegna, non deve creare squilibri e barriere alla libera circolazione delle merci e minare la competitività; la transizione ecologica del trasporto marittimo non può trasformarsi in un costo insostenibile per le imprese e i cittadini.

Lo svantaggio

Partiamo già con un grande svantaggio, la logistica – l’infrastruttura invisibile che regge l’intero sistema produttivo regionale – pesa il 40% in più rispetto all’Italia, è uno dei gap dell’insularità mai affrontati concretamente nonostante il principio inserito in Costituzione quattro anni fa, e ora c’è un altro onere a frenare crescita e pari opportunità, una “tassa odiosa” è stata definita – l’Ets (Emission Trading System) – che va cambiata.

L’imminente dibattito a Bruxelles – a metà luglio – sulla sua revisione porta a fare rete a diversi livelli, così ieri a Cagliari è stato presentato l’asse Sardegna-Liguria per una battaglia comune contro l’extracosto sul trasporto merci, durante un incontro organizzato dai Riformatori, ospite il presidente della Regione Liguria Marco Bucci.«Tutte le navi del mondo non raggiungono il 2,5% della Co2 che viene immessa nell’aria», sottolinea il governatore, «dunque è ridicolo che si tassi questa piccola percentuale, quando tutto il resto viene fatto senza tassazione». Prosegue: «Tutto lo shipping rappresenta l’85% delle merci e il 100% dell'informazione digitale attraverso i cavi sottomarini. È assolutamente incredibile come si voglia tassare una parte così importante dell'economia globale senza valutarne gli effetti. Noi siamo totalmente contrari, e faremo tutto il possibile perché in Europa venga cambiata la decisione. Lavoriamo assieme alla Sardegna, le nostre regioni hanno legami antichi e oggi rapporti importantissimi e sfide che possiamo affrontare facendo fronte comune».

Il tavolo

Il convegno è stato aperto dalla presidente dei Riformatori Sardi Gabriella Mameli e da Michele Cossa, che ha ricordato la proposta di legge nazionale sul tema, perché oggi «in mancanza di un meccanismo di destinazione dei proventi Ets le merci sarde finiscono per finanziare la carbonizzazione altrui. Il trasporto merci in Sardegna ha già costi del 40% superiori rispetto al Continente, con una conseguente perdita di competitività per le aziende sarde di quasi il 30%. Ma il problema coinvolge l’intera rete dei territori che concorrono ai collegamenti logistici e commerciali del Mediterraneo».

l presidente dell’Autoritá di sistema dei mari di Sardegna Domenico Bagalà ha evidenziato il fatto che «la tassa dell'Ets rischia di rallentare o scoraggiare anche il decollo del Porto canale e l’arrivo di un possibile terminalista, non ci rende concorrenziali. La mia proposta, già sul tavolo della Commissione Ue, è un'esenzione anche per le isole maggiori, un meccanismo che salvi almeno Sardegna e Sicilia».

Sono intervenuti gli economisti Massimiliano Manca – «nel 2025 oltre 1,5 milioni di tonnellate di merci e 70.000 unità Ro-Ro hanno viaggiato tra Genova e i porti sardi, confermando la centralità dell'asse logistico Sardegna-Liguria per l’economia dell'Isola» – e Francesco Pigliaru – «l'insularità è una patologia curabile, ma le isole italiane non stanno ricevendo le medicine adeguate. Imprese e consumatori subiscono una totale incertezza sui tempi di imbarco delle merci, spesso bloccate nei porti o penalizzate per dare la precedenza ai turisti. A questo isolamento si sommano l'instabilità delle tariffe e i costi legati al sistema Ets, creando uno scenario di svantaggio strutturale che richiede una azione ferma e decisa».

La specialità

A conclusione, il coordinatore regionale dei Riformatori Aldo Salaris ha sottolineato che «per troppi anni abbiamo pensato che lo Statuto fosse una risposta adeguata ai problemi dell'Isola, ma la realtà ci dimostra che non basta più. Oggi la Sardegna ha bisogno di uno Statuto insulare, non di nuove dichiarazioni di principio, ma di strumenti concreti concordati con il Governo che riconoscano in modo automatico i costi dell'insularità e li compensino. Le nostre autostrade sono il mare e lo spazio aereo. Garantire collegamenti efficienti e sostenibili significa garantire sviluppo».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?