Redentore.

Tante fatiche nel corteo più lungo 

Area food da tutto esaurito, operatori soddisfatti: format da replicare 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

La novità del percorso più lungo, ma non inedito perché recupera quello proposto in altri anni, e soprattutto la sobrietà imposta dal “Cammino del Redentore” che cancella la sfilata animata da balli e fisarmoniche, tiene banco tra visitatori, nuoresi e gruppi protagonisti del corteo di domenica. La presenza imponente delle formazioni di Nuoro al completo con 400 figuranti è il fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale che ha adottato questa nuova formula. Numeri da primato nel nome dell’unità mentre i gruppi ospiti stavolta si fermano a 54, meno di altre edizioni.

Le reazioni

«Il ritorno al percorso tradizionale è una bella idea», commenta Alessandra Corrias, presidente della Fondazione Satta, nuorese doc, mentre saluta il figlio Achille che per la prima volta porta l’abito tradizionale. «Vivo il Redentore da sempre con molta intensità», aggiunge.

«Sarebbe meglio tornare a “su connottu”», dice un gruppo di donne, habitué al corteo del Redentore, col pensiero alle ultime edizioni quando le formazioni cittadine garantivano un centinaio di presenze alternando ogni anno due cori e due gruppi di ballo. «Nuoro ballava e cantava quando c’era il Redentore. Ora facciamo finta di pregare. Non è più una sfilata, non è neppure una processione», sottolinea qualcuna col rosario in mano. Riflessione tagliente che boccia la sperimentazione e auspica il ritorno alla formula consolidata degli ultimi anni. «Mentre passavamo abbiamo sentito il commento di diversi persone che dicevano “galu”, ovvero “ancora i gruppi di Nuoro”», aggiunge qualcuna. Ma niente nomi.

Gruppi ospiti

La nuova linea fa discutere senz’altro, anche tra i gruppi ospiti. I pareri sono vari. «Il percorso è più bello così, senza balli», commenta un rappresentante di Tuili. «Percorso lunghissimo, ci ha provato molto, sotto il sole», confessa qualcuno del gruppo di Quartu. Alle 4 del mattino la partenza per Nuoro, poi due ore per la vestizione molto elaborata per la ricchezza dei gioielli. E alle 10 in punto sul sagrato della Cattedrale. Da Nuxis si sono mossi anche prima, alle 3.30. «Ci teniamo molto, siamo felici di tornare. Per noi è un sacrificio ripagato dalla festa», dice Barbara Uccheddu. Con il gruppo di Nuxis c’è Stefano Castello, di Sant’Antioco, con le launeddas. «Suono le melodie sacre, le stesse delle processioni e delle messe», spiega.

La fatica attraversa i volti di tanti, nonostante le postazioni per la distribuzione dell’acqua, anche lungo il tragitto. «Percorso molto lungo, più scorrevole perché senza balli. Ma vedere la tribuna piena davanti alla chiesa delle Grazie era molto bello anche per noi. Io vengo al Redentore tutti gli anni, sin da piccolo», dice un giovane di Desulo.

Tutto esaurito

Sotto piazza Vittorio Emanuele risultato positivo per i commercianti e produttori del settore food&beverage. Nei due giorni di festa, gli stand hanno registrato il tutto esaurito, con un’affluenza maggiore durante la sfilata delle maschere tradizionali. Dice Alessandro Dadea, direttore provinciale di Confesercenti: «Gli associati sono rimasti contenti, hanno venduto tutto. La parte organizzativa è andata bene, bisognerebbe migliorare la comunicazione, la risposta è stata ottima in ogni caso. Si spera che questa formula venga replicata per le prossime volte. È una buona base di partenza». Sulla stessa linea il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra, Alessandro Serra: «Siamo contenti, è un format che può e deve essere replicato con l’augurio che si possa crescere ancora, con numeri più grandi».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?