“Istare” – in italiano rimanere – è il nuovo strumento di programmazione territoriale della Regione presentato ai sindaci dall'assessore alla Programmazione Giuseppe Meloni. Ai sindaci ma anche ai presidenti delle Unioni di comuni, delle Comunità montane, delle Province e delle Città metropolitane. Il titolo in sardo (scelto dall’assessore) richiama l’obiettivo strategico del piano. Ovvero: rilanciare le aree interne, valorizzare le vocazioni di ciascuna comunità e rafforzarne l’attrattività, favorendo la creazione di reti e opportunità di crescita creando le condizioni affinché persone, imprese e comunità possano scegliere di vivere, lavorare, investire, ritornare e, nel caso, costruire il proprio futuro nei territori della Sardegna.
Nuova stagione
Spiega Meloni: «Parte una nuova stagione, è una fase ancora di ascolto, c'è stata una delibera di giunta il primo luglio e noi sentiremo ancora i territori come abbiamo già fatto all'inizio della legislatura il 7 di ottobre ad Arborea». Le risorse ci sono. Si tratta di «fare in modo che i fondi già investiti continuino a produrre benefici, mettendo in connessione comunità, imprese e competenze così da costruire opportunità stabili e durature. E credo che le centinaia di milioni di euro messi a disposizione da fonti regionali, dal fondo europeo di sviluppo regionale, dall’Fsc debbano essere messi a frutto per fare in modo che la nostra Regione combatta anche in questo modo lo spopolamento: la Sardegna deve viaggiare tutta alla stessa velocità, rispettando le vocazioni di ogni territorio». Ma di quanto stiamo parlando? Finora la programmazione territoriale ha coinvolto 293 Comuni e 37 tra Unioni di Comuni e Comunità montane, finanziando in un primo momento 790 interventi con 400 milioni, a cui si sono aggiunti, in fase di ottimizzazione, ulteriori 225 milioni. Un patrimonio – si legge in una nota della Regione – che oggi rappresenta la base da cui avviare la nuova strategia. “Istare”, appunto, che guiderà il passaggio nella nuova stagione coinvolgendo gli enti locali nella costruzione e nell’attuazione delle nuove politiche territoriali. Che riguarderanno anche il Sulcis Iglesiente, ambito territoriale non ricompreso nella precedente fase di programmazione.
Nuova governance
Il progetto della Regione dovrà tenere conto del nuovo assetto territoriale operativo con l’elezione dei presidenti delle Province. Per questo il modello di governance sarà strutturato secondo due livelli di coinvolgimento: il coordinamento operativo in capo alle Unioni di Comuni a alle associazioni di Unioni di Comuni; il coordinamento strategico in Capo alle Province e alle Città Metropolitane. (ro. mu.)
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