L’iniziativa.

Superare i tabù per proteggere la sessualità dopo un cancro 

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Chi si occupa realmente della qualità della vita di chi ha superato un cancro? È questo l’interrogativo che ha dato il via alla riflessione sul tema “Sessualità e tumore, intimità e cura”, incontro organizzato da “Mai più sole” di Cagliari. Obiettivo: informare e sfatare i tabù sulla sessualità e sui cambiamenti del corpo. Ad aprire il dibattito, tutto al femminile, la presidente Albachiara Bergamini: «Rompere il silenzio è fondamentale, raccontarsi trasforma il dolore in consapevolezza». Un concetto ribadito con forza dalle volontarie attraverso una performance scenica tra sarcasmo e verità, seguite dall'ironia della stand-up comedian Velia Lalli e dalla divulgatrice Violeta Benini con la paziente Marina Piras.

Il cuore scientifico è stato affidato alla professoressa Alessandra Graziottin, ginecologa, oncologa e sessuologa. La sua riflessione ha messo a nudo il pesante “carico della malattia” che riguarda l’identità stessa della donna e i suoi legami più intimi. Se una donna si ammala di cancro, il 25% delle coppie si separa o divorzia, contro solo il 3%. È stata analizzata la complessità della menopausa, sia spontanea che indotta dalle terapie, e quanto la componente fisica e fisiologica pesi sul benessere complessivo. Inoltre, ha richiamato l'attenzione sulla tendenza a "normalizzare” o banalizzare i disturbi fisici e sessuali.

La sfida centrale che emerge da questo incontro è la necessità di mantenere in parallelo diversi livelli terapeutici: un approccio che integri la cura del corpo e quella della mente.

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