Tortolì.

Sul fondale appare il Luigino 

Rintracciato il relitto del peschereccio affondato a febbraio 

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Luigino è adagiato sul lato di dritta, a 150 metri di profondità. Gli uomini della Artabro l’hanno trovato ieri in tarda serata, a poche ore dall’inizio delle ricerche. Il peschereccio si trova a 100 metri di distanza dal punto in cui erano cominciate le ricerche, secondo le coordinate indicate dallo Zeus quello in cui era affondato. Per il momento nessuna traccia dei corpi dei due marinai, Antonio Morlè, 53 anni, capitano del Luigino ed Enrico Piras, (53).

Entrambi di Tortolì, erano a bordo del motopesca Luigino, colato a picco l’11 febbraio a un centinaio di metri dalla costa di Santa Maria Navarrese.

Le ricerche

Come annunciato nei giorni scorsi dalla Guardia Costiera, ieri pomeriggio è arrivata ad Arbatax la nave Artabro, offshore supply vessel dell’Emsa, con a bordo il personale del quarto Nucleo sommozzatori di Cagliari. La nave da supporto logistico a servizio dell’agenzia europea per la sicurezza marittima, dispone di apparecchiature in grado di dare una svolta alle ricerche. È stata inviata per dare risposte. Da oltre un mese i familiari dei due marinai dispersi attendono di poter dare sepoltura ai loro cari. A supporto delle operazioni della Artbro anche la motovedetta CP811 della Capitaneria di porto. Le attività sono coordinate dal comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Arbatax, tenente di vascello Mattia Caniglia.Le ricerche sono cominciate nel tardo pomeriggio di ieri. L’area interessata, per il tempo necessario alle perlustrazioni, sarà vietata alla navigazione come prevede un’ordinanza di Circomare.

Speranze

La notizia è arrivata con la notte ad Arbatax, la borgata da oltre un mese sospesa in una bolla. Le speranze di ritrovare vivi i due dispersi erano finite ì poco dopo il naufragio, al termine di una burrasca senza ricordo. Poi si erano susseguiti giorni di incredula attesa, scanditi dalla ricerche e dall’impossibilità di svolgerle. Due settimane dopo la tragedia il Rov, il drone teleguidato in uso ai sommozzatori della Guardia Costiera, aveva individuato una sagoma sul fondale. Quella che sarebbe potuta essere l’ombra del Luigino. Successivi accertamenti avrebbero dimostrato che la tesi non era esatta. Oggi la nave Artbro ha regalato solide certezze. Questa mattina, mare permettendo, le ricerche riprenderanno. Ora si cercano i corpi di due uomini che le onde non hanno più restituito. Svanite vicino a casa in una giornata di burrasca.

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