Mentre gli avvocati di Andrea Sempio preparano la memoria difensiva per controbattere all’impianto dell’inchiesta per omicidio aggravato che lo vede come unico indagato e i consulenti della famiglia Poggi muovono nuove critiche alla ricostruzione degli investigatori, a far discutere sono le parole pronunciate a “Porta a Porta”, su RaiUno, dalla giornalista Concita Borrelli: «Nella sfera sessuale di ognuno di noi – ha detto intervenendo sul caso Garlasco – c'è lo stupro. C'è che qualcuno ti prende e tu prendi qualcuno: nella testa, nei sogni, nell'immaginazione, ce l'abbiamo tutti e qui non si tratta di essere santi, bigotti o assassini».
Frasi giudicate «scandalose e gravissime» dai componenti democratici della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, perché «banalizzano il tema della violenza sessuale e risultano offensive nei confronti delle donne e di tutte le vittime di abusi e violenze».
Bufera anche sui social, con diversi utenti che hanno scritto email di protesta alla Rai. Il direttore degli approfondimenti dell’emittente di Stato, Paolo Corsini, ha avviato verifiche sull’accaduto, mentre la redazione del programma si è detta «rammaricata per quanto accaduto» e ha annunciato che nella puntata di martedì prossimo saranno formulate le scuse di Bruno Vespa e della stessa Borrelli. Quest’ultima, ha ricordato Roberto Natale, consigliere di amministrazione Rai, non è nuova a dichiarazioni sopra le righe: «A settembre, in un altro programma Rai, si era detta dotata di un radar attraverso il quale riconoscere i gay».
Nel frattempo arriva un nuovo richiamo del Garante della privacy che, prendendo spunto dal programma di Rete 4 “Quarta repubblica” che ha mandato in onda intercettazioni relative a una telefonata tra Alberto Stasi e il suo ex difensore ha chiesto che si ponga fine alla «morbosa spettacolarizzazione di una vicenda di cronaca». Intanto gli attuali difensori di Stasi continuano a lavorare alla richiesta di revisione della condanna.
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