Università.

Studenti, è emergenza alloggi 

Le strutture dell’Ersu non bastano e le stanze in affitto hanno costi proibitivi 

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Le domande crescono, l’offerta prova a tenere il passo, ma il divario resta troppo grande. A Cagliari la corsa degli studenti verso il dritto allo studio assomiglia un po’ alla storia della lepre e della tartaruga: da una parte una domanda abitativa che aumenta di anno in anno; dall’altra l’ente regionale che con le sue strutture arriva a coprire solo un terzo delle richieste. E poi c’è il mercato privato, che offre prezzi sempre più alti e condizioni spesso inadeguate.

Il dato

Lo dimostrano i numeri dell’ultimo bando dell’Ersu, chiuso appena tre giorni fa. Le domande di borsa di studio sono state 10.561, ben 290 in più rispetto allo scorso anno. Quelle per una stanza nelle residenze universitarie invece 1.432, circa cinquanta in più del 2025. «Dati che fotografano una situazione che non può essere considerata marginale – spiega il presidente dell’Ersu, Marco Meloni –. Oggi oltre il 40% degli studenti dell’Università e degli altri enti di studio superiore del territorio, fanno richiesta di supporto per poter studiare». Le misure offerte dall'ente regionale quindi, si dimostrano «sempre più fondamentali, urgenti e strutturali».

L’emergenza abitativa

Se sul fronte delle borse arriva una rassicurazione importante, sul quello delle case il problema rimane aperto. Tutti gli studenti che risulteranno aventi diritto alla borsa di studio saranno infatti coperti, anche grazie all’intervento della Regione, che garantirà le risorse necessarie a compensare la fine dei finanziamenti legati al Pnrr. Resta invece aperta l’emergenza abitativa: a fronte delle 1.432 richieste, i posti disponibili oggi sono solo 480, venti dei quali nella sede distaccata di Olbia. «Dobbiamo crescere soprattutto sull’offerta abitativa – ammette Meloni –. Ampliando i posti letto potrebbe emergere una domanda ancora più ampia».

Mercato privato

E per chi rimane fuori dalle residenze, l’alternativa è il mercato privato. Ma qui la situazione è sempre più drammatica. Prezzi alle stelle, poca disponibilità e condizioni spesso inadeguate rendono la ricerca di una stanza un vero incubo per gli studenti fuori sede. Sul tema sono infiniti gli appelli lanciati dalle diverse rappresentanze studentesche negli ultimi mesi.

«La situazione è sempre la stessa: sconfortante – dice Maria Anedda, rappresentante degli studenti nel Cda dell’Ersu –. Quest’anno sembra un po’ meglio ma non possiamo ancora dirci soddisfatti». È vero, ci sono un po’ più di posti a bando, «ma solo una minima parte degli studenti potrà realmente accedere alle strutture dell’ente», osserva. E oltre ai prezzi folli, aggiunge: «È rarissimo trovare sistemazioni adeguate. Ormai i proprietari prediligono gli affitti brevi, o propongono contratti in nero che non consentono agli studenti di prendere la borsa di studio da fuorisede». E il rischio è concreto: «C’è chi sarà costretto a fare il pendolare o, peggio, a mollare gli studi», avvertono allarmati gli studenti.

La proposta

Proprio per questo l’Ersu sta cercando una strada anche fuori dalle proprie strutture. «Ci stiamo aprendo al mercato privato – annuncia Meloni –. Una prima misura concreta che ci permetterà, non appena avremo i primi immobili, di metterli a scorrimento». L’obiettivo è ampliare l’offerta, ma anche rendere più sicuro e trasparente l’incontro tra domanda e affitti. «Non dobbiamo pensare solo alle case dello studente, ma cercare altre soluzioni», ribadisce Anedda. Una necessità resa ancora più urgente da un mercato cagliaritano nel quale trovare una stanza, per molti, è diventato il primo ostacolo da superare per poter frequentare l’università.

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