In via Verga c’è un muro. Ben visibile, che corre lungo via del Tamburino sardo e taglia in due Pirri che è il paradigma di due modi opposti di come è stata pensata la zona: da una parte Monreale, con i suoi palazzi di vetro, il progetto urbanistico (fallito) degli anni Settanta che avrebbe dovuto rivoluzionare l’ingresso di Cagliari, dall’altra Barracca Manna, il quartiere nato negli stessi anni in maniera totalmente abusiva diventato oggi una zona super residenziale (ma con pochissimi o zero servizi). La buona notizia è che quel muro che nasconde una casa costruita senza autorizzazioni 50 anni fa sarà abbattuto (grazie alla determinazione di un consigliere comunale, Giovanni Porrà) e toglierà finalmente dall’isolamento Barracca Manna, risolvendo anche un gigantesco problema di traffico. E anche Monreale rinascerà, grazie al progetto del “nuovo Parco di Monreale”, per il quale il Comune partecipa a un bando milionario della Regione per il recupero di suoli degradati. «L’obiettivo è trasformare un vuoto urbano degradato in un parco pubblico permeabile, alberato e realmente fruibile, che restituisca qualità ambientale e identità a Monreale», spiega l’assessore all’Urbanistica Matteo Lecis Cocco Ortu. Poi ci sono le strade: un disastro. Chi vive e lavora a Pirri lo sa. Ma anche qui, qualcosa sta cambiando: asfaltature notturne, nuove bitumazioni, centinaia di rattoppi in attesa che parta il nuovo appalto del Comune. E dopo anni di attesa (e paura ogni volta che piove), ecco finalmente partire i lavori sugli ultimi collettori contro il dissesto idrogeologico, in via Italia e in via Ampere, che rappresentano l’ultimo tratto di un programma da 34 milioni di euro.
Certo, è vero, restano tantissimi problemi: dai topi che invadono il quartiere di Is Bingias, dietro il mercato, agli impianti sportivi che a fatica provano a rifiorire dopo essere stati per anni quasi dimenticati, dal traffico che manda ai matti i residenti, ai parcheggi che mancano.
Lo stato
Una vita tra luci e ombre quella di Pirri, un’area di Cagliari (30mila residenti) a metà tra la sfida quotidiana ai problemi tipici delle periferie e l’impegno della Municipalità, del Comune e del mondo dell’associazionismo che, con spirito volontaristico, contribuisce alla vita ludica, culturale, e ricreativa. «Grazie all’esistenza della Municipalità abbiamo l’opportunità di esprimere al meglio le esigenze e i problemi all’amministrazione», spiega la presidente Maria Laura Manca. «Dopo anni in cui abbiamo seminato, iniziamo a raccogliere i frutti. Grazie all’attenzione di un’amministrazione comunale che ascolta e mette in campo azioni e risorse», come i due milioni di euro stanziati per la riqualificazione della palestra di via degli Stendardi, data alle fiamme tre volte e chiusa da sei anni. «Oggi, la priorità è portare a termine li lavori urgenti, come i collettori che mitigano il rischio idrogeologico», aggiunge.
Le opere
Se si prova a guardare Pirri con gli occhi dei residenti, impossibile non vedere il bicchiere mezzo pieno. Che «non vuol dire non notare i problemi che ci sono ma valorizzare quanto di positivo si stia facendo in questo momento», sottolineano tutti. Prendiamo il cimitero, per esempio: dopo 20 anni di attesa sono cominciati i lavori di ampliamento in via Murat (inaugurato nel 1913 e dichiarato saturo nel 2005) che porteranno alla realizzazione di quasi 1050 nuovi loculi e 200 ossari. «C’è grande attenzione della cittadinanza a testimonianza del fatto che è molto forte il senso di comunità e appartenenza», spiega ancora la presidente Manca. A lieto fine, aspettando la fine dei lavori nella sede di via Santa Maria Chiara (competenza della Asl), anche la vicenda della guardia medica che sarà riaperta: «Un servizio di prossimità importantissimo».
La viabilità
Il problema irrisolto sono le strade disseminate di buche che somigliano a voragini. «C’è un piano per le strade di Pirri», assicura l’assessore alla Viabilità Yuri Marcialis. «La situazione è abbastanza complicata», riconosce, «in questo momento, in attesa dell’entrata in funzione del nuovo appalto, lavoreremo sul nuovo manto stradale in quelle più urgenti. Come l’area davanti al mercato di Is Bingias, il piazzale di via Montecassino, di fronte alla scuola, e via Su Planu», la parte finale che congiunge a via Balilla. «Per il resto, faremo rattoppi. Con i lavori molto impattanti dei collettori, studieremo anche un piano della viabilità che necessariamente verrà stravolta». Il sogno, si chiama parcheggio di scambio, dove c’è la fermata della metropolitana Caracalla (all’ingresso di Monserrato, per intenderci). «Ci stiamo ragionando», dice Marcialis. Ma questa è un’altra storia.
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