La folgorazione.

Storia di un colore diventato leggenda: per sempre rosso 

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«Per la maison Valentino, il rosso non è solo un colore. È un simbolo indelebile, un logo, un elemento iconico del brand, un valore. Si può dire che nessuno capisce il rosso come Valentino».
In una celebrazione a tutto tondo del rapporto della maison italiana con questo colore, “Valentino Rosso”, con il testo di Charlie Porter e 200 illustrazioni, attinge a oltre 50 anni da uno degli archivi della moda conservati più metodicamente, per un autorevole catalogo ragionato che presenta oltre 180 dei capi di abbigliamento e degli accessori più iconici della maison Valentino, dai leggendari abiti in seta e dalle creazioni di Haute Couture in chiffon alle slingback “Rockstud” in nappa e alle cinture con fibbia VLogo Signature e finitura in ottone anticato. Il titolo del volume, che ripercorre le varie epoche di Valentino Garavani, illustra l'impareggiabile legame della casa di moda con uno dei colori più passionali, seduttivi, potenti e culturalmente simbolici del mondo. E, oggi più che mai, è il racconto più iconico e dettaglio dell’ultimo imperatore.

Era la fine degli anni ‘50 e Valentino Garavani era un giovane studente attratto dal mondo della moda. Mentre stava per assistere ad uno spettacolo all'Opera di Barcellona, restò folgorato dall'abito rosso di un'elegante signora seduta in un palco. L'intensa nuance di colore conquistò Valentino, convincendolo ad eleggere il rosso, cromia simbolo del suo futuro marchio, fondato nel 1959. La particolare tonalità di rosso, non paragonabile a nessun altra cromia simile, perché è un mix di corallo, lacca, cremisi, geranio, non ha mai smesso di essere il colore di Valentino. Colore democratico, sosteneva lo stilista, perché capace di mettere in risalto ogni donna. Persino la sua cara amica Jackie Kennedy, negli anni del lutto, osò il rosso Valentino. E poi da Sophia Loren alle grandi top model degli anni ‘90, da Claudia Schiffer a Linda Evangelista, tutte sceglievano il rosso.

Quello stesso rosso, nato idealmente in un teatro, tornò poi a vivere sul palcoscenico dell’Opera di Roma, chiudendo simbolicamente il cerchio nel 2016, quando Valentino lo riportò in scena nei costumi strepitosi da lui disegnati per “La Traviata” diretta da Sofia Coppola, trasformando il capolavoro di Giuseppe Verdi in un omaggio alla sua idea di preziosa eleganza femminile.

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