Dopo il ciclone

Stop alle code in auto: la Statale 195 riaprirà entro oggi (o domani) 

Le limitazioni: divieto di sorpasso e limite di velocità a 50 chilometri orari 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

È andata meglio del previsto: la vecchia e scalcinata Statale 195 potrebbe riaprire già oggi, domani al massimo, nel tratto fra Cagliari e la rotatoria di Macchiareddu. Dopo i rilievi sui danni causati dalla mareggiata del ciclone Harry all'Anas è cresciuto l’ottimismo. Mentre si sono intensificati i colloqui con la Regione, indirizzo dell'assessorato ai Lavori pubblici. Tutti d’accordo: quelle due corsie d'asfalto realizzate su una duna litoranea stretta tra mare e laguna di Santa Gilla, così come sono, non reggono più. C’è un progetto per un intervento di consolidamento. La buona notizia è che sul tema si è già svolta una riunione operativa, a dicembre, e si conta di procedere in tempi brevi. Ma c’è pure quella cattiva: durante il cantiere la Statale verrà chiusa, il traffico sarà deviato sulla strada di Contivecchi. Un’alternativa per evitare il blocco l’Anas l’aveva: realizzare una massicciata frangiflutti. Ma in Regione, stavolta uffici dell’assessorato all’Ambiente, hanno fatto resistenze e si sono persi i fondi. «Sono stati loro a non volerla»: Salvatore Campione, responsabile per la Sardegna della società delle strade, lo dice chiaro.

La riapertura

La storia del futuro – prossimo – della strada che collega il capoluogo con tutti i centri del fronte occidentale del Golfo degli Angeli, con il transito di 24 mila veicoli al giorno, non passa ancora da ordinanze ufficiali dell’Anas. Ma da una nota stampa diramata ieri mattina: «A seguito dell’esito delle ispezioni effettuate dai tecnici incaricati e del completamento delle lavorazioni di messa in sicurezza del tratto della “Sulcitana” interessato dalle recenti forti mareggiate», la società «comunica che il tratto compreso tra i chilometri 5,200 e 8,600 sarà riaperto al traffico a partire dalla giornata di domani (oggi, ndr) o, al più tardi, entro domenica 25 gennaio (domani)». Non sarà un liberi tutti: «La riapertura avverrà con l’istituzione del limite di velocità di 50 chilometri orari e con divieto di sorpasso». Ora nel tratto a due corsie è permesso viaggiare a 70 all’ora. E i sorpassi sarebbero già vietati da una doppia linea continua.

L’alternativa

Le onde del 20 gennaio sono state violente. Ma si sa da tempo che, mareggiate impetuose o no, la Sulcitana è destinata a sparire a causa dell’erosione costiera inarrestabile. Dopo il crollo del ponte sul rio Santa Lucia erano arrivati i fondi emergenziali per realizzare una barriera di rocce pesanti fino a 3 tonnellate, lunga poco più di un chilometro, per proteggere dal mare la parte più fragile dell’asse viario. Costo: meno di 10 milioni di euro. Campione spiega come è andata: «Anas aveva avviato la procedura per la valutazione d’incidenza ambientale. Ma dal servizio valutazioni della Regione non ci hanno mai fornito i dati sull’intero litorale». C'era da capire quanto quell’opera avrebbe influito sulle correnti e sulle spiagge della zona. «Se avessimo fatto noi gli studi», prosegue l’ingegnere , «ci sarebbero voluti almeno 18 mesi di monitoraggio. Ci chiedevano una mole di documenti infinita. Un lavoro enorme che, comunque, non avrebbe assicurato il via libera per l’opera». Tempi troppo lunghi, spese troppo elevate. E pratica archiviata a dicembre del 2024: «Ma sia chiaro», sottolinea Campione, «Anas voleva procedere, negli uffici dell’assessorato all’Ambiente non c’è mai stata la volontà di realizzare la massicciata».

Il nuovo progetto

Le «inondazioni», soprattutto nel periodo invernale, si «verificano sempre più spesso» e sono diventate «un’emergenza»: a volte è necessario bloccare il traffico. Il ponte «al chilometro 8+050 e il corpo stradale ad esso prossimo risultano in pessime condizioni di conservazione: richiedono interventi urgenti di manutenzione straordinaria». In pericolo c’è «l’incolumità pubblica». Questo si leggeva nelle carte del progetto accantonato. Ora ne è stato presentato un altro: «Verranno installati dei pali che andranno molto in profondità», illustra Campione, «sui quali verrà piazzato un solettone e, sopra, la strada». Questa soluzione piace anche all’assessore ai Lavori pubblici, Antonio Piu, che conta di trovare i fondi per realizzarla grazie alla dichiarazione dello stato di emergenza. Pro e contro li spiega ancora il responsabile dell’Anas: «Se con la massicciata avremmo potuto tenere aperta la strada, col nuovo intervento progettato sarà necessario chiudere. Ma ora si può fare». Perché c’è la viabilità alternativa: «A marzo dovrebbe riaprire la strada di Contivecchi, il traffico può essere deviato lì». In corso ci sono i lavori per la realizzazione di una rotatoria voluta dall’autorità portuale che dovrebbe rendere più sicuro il transito: «Li ho sentiti, sono a buon punto e i tempi dovrebbero essere rispettati».

Soluzione definitiva

Una soluzione definitiva? La “nuova” 195 consolidata non potrà essere percorsa con le mareggiate violente: «Dovremo chiuderla», perché le onde arrivano con facilità, «ma l’infrastrutturazione garantirà che non ci saranno danni». Una soluzione tampone, in attesa di quella definitiva: l’opera connessa nord che collegherà il tratto di Capoterra con la 130. «Ma quello è un progetto commissariato, non è in capo ad Anas». Tocca alla Regione.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?