Villamassargia.

Stop alla mensa, si accende lo scontro 

Le famiglie scrivono alla presidente Todde. La sindaca: «È tutto legittimo» 

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Aule e ambienti sono stati appena tinteggiatati, ma venerdì l’anno scolastico a Villamassargia inizierà senza mensa né tempo pieno per i 27 studenti delle elementari, mentre per i 19 delle medie appare salvo il tempo pieno (due volte a settimana) grazie a uno stanziamento della scuola e al ricorso alla merenda portata da casa. La sindaca Debora Porrà dà la cosa per fatta mentre Marta Putzulu, dirigente dell’istituto Comprensivo Meloni di Domusnovas, prende tempo: «Cerchiamo di organizzare un’offerta congrua alle richieste delle famiglie».

La lettera a Todde

Intanto, gli attriti e le polemiche scaturiti dall’annuncio di non poter bandire un appalto per la mensa con numeri così risicati («gli stessi dell’anno scorso», aveva però replicato la dirigenza scolastica), non si placano: 17 delle 46 famiglie coinvolte hanno scritto una lettera alla presidente della Regione mentre Flc Cgil, Filcams Cgil, Cisl Scuola, Fisascat Cisl e Uil Scuola, che già avevano paventato la perdita di sette posti di lavoro e venti ore di didattica, annunciano un sit-in per domani alle 9.30. «Ci hanno ignorati, porteremo la protesta in piazza», precisa Silvia Dessì, UilTucs Sardegna.

Le mamme

Alessandra Porcu, mamma di uno studente del tempo pieno e firmataria della lettera, spiega: «Abbiamo chiesto aiuto alla presidente Todde proponendo alternative: indispensabile mantenere almeno la continuità didattica e gli stessi professori. Il pre-scuola, il dopo-scuola e lo spazio compiti che sta organizzando la sindaca? Non ci manderò mio figlio». Stessa intenzione per un’altra firmataria, Agnese Farci, due figli al tempo pieno: «Non se ne parla. Perdiamo importanti progetti ed è stravolta l’attività didattica, da docente so cosa ciò comporti».

La sindaca

Debora Porrà parla di «decisioni legittime» e lancia attacchi durissimi alla dirigente scolastica: «Ha scritto alla presidente Todde, ai sindacati e ad altri già prima delle famiglie. Sposta progetti didattici in altri plessi per ripicca e non fornisce dati. Combatterò questa sovraesposizione illegittima e queste pressioni politiche anche in sede di Ufficio scolastico». Non replica direttamente Marta Putzulu, che si limita a respingere gli attacchi: «Il Comune ha avuto nei tempi di legge quanto richiesto». Poi ribadisce: «L’obiettivo della scuola è la garanzia del servizio mensa in continuità e con gli stessi numeri dell’anno precedente».

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