Inchiesta/3

Stop alla linea Bonaria-Poetto: è scontro «Spreco di soldi». «No, scelta ponderata» 

Schermaglie tra opposizione e maggioranza sul cambio di progetto 

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La metropolitana leggera verso il Poetto non si farà. Di fronte ai ritardi nell’esecuzione dei lavori (già tre anni accumulati, più altri due da mettere nel conto finale) il Comune ha deciso di abbandonare il progetto della tratta Bonaria-Poetto, scegliendo di puntare invece su un sistema di bus rapid transit (Brt), autobus elettrici (lunghi 18 metri) che viaggeranno su corsie preferenziali con frequenze maggiori rispetto a quelle della metropolitana di superficie. Una decisione destinata a cambiare (in meglio, per alcuni) il futuro della mobilità cittadina ma che, inevitabilmente, accende il confronto politico tra chi considera la scelta un passo indietro rispetto alle ambizioni della città e chi, invece, ritiene che sia la soluzione più corretta per evitare nuovi anni di cantieri e ulteriori disagi ai cagliaritani.

La parte del no

Contro la scelta dell’amministrazione si schiera in prima linea Roberto Mura, Alleanza Sardegna. «L’assessore Marcialis dice che il Comune attende il riscontro della Città Metropolitana per rimodulare le risorse inizialmente previste per portare i binari fino a Marina Piccola in un progetto di Brt. Peccato che il sindaco della Città Metropolitana sia lo stesso sindaco del Comune di Cagliari: Massimo Zedda, lo stesso che aveva pensato il collegamento della metropolitana verso il Poetto». Per questo motivo, dice ancora, «non si capisce, perché la Città Metropolitana dovrebbe pensarla diversamente dal Comune: più che un passaggio amministrativo potrebbe essere l’ennesimo rimpallo politico. Basta giochi di palazzo: servono decisioni chiare, tempi certi e rispetto per i cittadini». «Credo che questa amministrazione sul lato cantieri sia in uno stato confusionale totale», sottolinea Alessandra Zedda, Lega-Anima di Sardegna. «Ritengo che quando si doveva prendere una decisione sulla metro non si doveva rovinare completamente la città, ma assumerne adesso una diversa, su una parte del progetto complessivo, non credo che sia un buon servizio per la progettualità dell’opera». Detto diversamente: «Se l’opera ha un valore ce l’ha perché concepita in un modo», quindi anche con la tratta Bonaria-Poetto, «diversamente cambia tutto».

Il metodo

Contrario, soprattutto sul metodo ma non nel merito, anche Pierluigi Mannino, capogruppo di FdI. «Dopo anni di studi, conferenze e progettazioni esecutive», e soldi pubblici impegnati, «si scopre che il tram al mare non serve, perché basta un bus. Meglio tardi che mai, certo», dice ribadendo il suo “no” generale alla metropolitana leggera. «Peccato per i soldi già impegnati, per le progettazioni pagate e soprattutto per una città resa invivibile. Non servono proroghe, serve un metodo. Dopo dieci anni di conferenze dei servizi in cui si chiedevano analisi di costi e benefici rimaste sulla carta, la domanda è: a cosa sono serviti? A vantaggio di chi? La risposta è nei contratti, nei verbali, nei soldi spesi per progettare un’opera che oggi si ammette essere troppo rischiosa».

Perché sì

Al “partito” del sì, favorevoli alla scelta di rinunciare alla metropolitana verso il lungomare, si iscrive anche Giuseppe Farris, consigliere di minoranza di CiviCa 2024. «Aveva detto no a quel progetto già due anni fa, appena insediati in Consiglio comunale. Ma, personalmente, ho contestato l’idea della metropolitana leggera già nel 2011, quando si è cominciato a progettarla. In più di un’occasione ho chiesto di bloccare il progetto, evitando che arrivasse in via Roma. Perché quando ci si rende conto che un’opera pubblica va contro la collettività, bisogna fermarsi e rivalutare il piano. Ora questa rivalutazione si fa per la tratta Bonaria-Poetto e ben venga. La soluzione dei bus potrà soddisfare e anche meglio il collegamento verso il lungomare».

Il futuro

Tra i banchi della maggioranza, Luciano Congiu (presidente della commissione Viabilità) spiega che «rinunciare alla metropolitana verso il Poetto è una scelta ponderata che viene da lontano, dalla campagna elettorale. Il servizio, garantito con i bus elettrici, sarà identico, se non addirittura più efficiente e con costi inferiori. Il Brt è una scelta che va in linea con la mobilità moderna e che permette di erogare un servizio più flessibile perché si può cambiarne percorso quando serve e di non stravolgere la viabilità cittadina, restringendo carreggiate per far posto ai binari». La scelta del Comune segna una svolta che chiude, almeno per ora, il capitolo della metropolitana verso il Poetto. Ma il confronto politico è appena iniziato e promette scintille.

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