Dopo lo stop alla sfilata di Carnevale, alla gita e ad altri eventi, alla scuola primaria Cortis di Quartucciu salta all’ultimo minuto anche la presentazione del progetto “Cartoline d’Italia 3.0”, l’iniziativa che coinvolge le scuole di tutte le regioni con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e storico dei territori. Questo per l’ennesima decisione del dirigente scolastico Francesco Gasbarri, duramente contestata dai genitori degli alunni e le alunne della 5A del plesso di via Guspini.
La vicenda
I bimbi erano stati scelti per rappresentare la Sardegna attraverso uno scambio di cartoline, video dedicati alla Tomba di Is Concias e presentazioni insieme ai coetanei del resto della Penisola. Un lavoro documentato e approvato dal consiglio d’istituto, con la supervisione della docente incaricata del progetto.
Giovedì, collegata in videoconferenza da remoto con le altre scuole d’Italia, una delle alunne della classe avrebbe dovuto presentare agli altri partecipanti il lavoro svolto insieme ai compagni. Ma all’ultimo la scuola ha bloccato tutto. «I nostri bambini sono stati penalizzati dall’ennesima dimostrazione di scarsa organizzazione e totale mancanza di rispetto da parte della dirigenza scolastica», attacca senza filtri Alessia Ledda, una delle madri. «Le insegnanti hanno preparato il progetto con impegno, sono state richieste autorizzazioni, ed è stata prodotta tutta la documentazione necessaria. Per questo è stato difficile accettare che tutto venisse bloccato all’ultimo momento. I bambini hanno avuto una grande lezione: l’impegno, la collaborazione e l’entusiasmo non valgono nulla, possono essere cancellati all’ultimo minuto».
I l malcontento
Un’altra delle mamme, Alessandra Cadeddu, aggiunge: «Mia figlia era stata scelta per esporre una presentazione. Ha dedicato tempo ed energie anche fuori dall’orario scolastico, lavorando a casa per prepararsi al meglio. Per lei non era soltanto un compito: era una responsabilità e un motivo di orgoglio».
I genitori avrebbero poi chiesto un confronto con il preside, che sarebbe stato negato. «La cosa più grave - continua Cadeddu - è stata l’assenza totale di dialogo: noi mamme abbiamo chiesto di avere spiegazioni, ma il dirigente non ha nemmeno trovato il tempo di uscire dall’ufficio per confrontarsi con noi, giustificandolo con un impegno già preso. Il confronto dovrebbe essere infatti la prima risposta».
Una vicenda che si va ad aggiungere alle proteste dei mesi scorsi per l’annullamento prima della festa di Carnevale e poi di una gita scolastica. Sempre last minute.
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