Il blocco dell'accordo di Schengen con la Spagna proseguirà per almeno altri quindici giorni. Il Governo italiano ha annunciato la terza proroga dello stop alle frontiere aeree e marittime, innescato due mesi fa dal timore del governo che l'ondata migratoria di fine luglio nell'exclave iberica potesse avere ripercussioni sul nostro paese. Il motivo? A Ceuta «ci sono ancora criticità». Per questo il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha deciso di allungare ancora per altre due settimane il provvedimento, dopo aver sentito il Comitato di analisi per l'immigrazione e la sicurezza delle frontiere. Il quadro non è mutato è cambiato secondo i riscontri avuti da governo. Per Palazzo Chigi, esistono ancora quei rischi reali che avevano già portato l'Esecutivo ad adottare questa misura, comunicata alla Commissione europea e ai ministri dell'Interno degli altri Stati membri dell'Unione.
La contromossa
Poco prima delle 23, inevitabile, è arrivata la contromossa della Spagna. Madrid, che aveva introdotto per la prima volta i controlli sui viaggiatori italiani l'8 agosto in risposta all'iniziale provvedimento di Roma, li estende per quindici giorni in perfetta reciprocità. L'ennesimo momento di tensione tra i due Paesi arriva alla vigilia di uno scenario ben diverso, che si aprirà nelle prossime ore con il Consiglio 'Gai', il summit europeo che riunisce i ministri della Giustizia e degli Interni, in cui - ha annunciato lo stesso Piantedosi - la Commissione presenterà "un piano di azione per prevenire e contrastare gli arrivi illegali improvvisi di massa dei migranti con l'intento di rafforzare la cooperazione tra i Paesi membri, consolidare le frontiere esterne dell'Ue, smantellare il traffico dei migranti e potenziare i rimpatri".
I centri per i rimpatri
Sul fronte nazionale il ministro punta adesso ad accelerare sulla creazione dei Centri di permanenza per i rimpatri: «continueremo a lavorare all'attivazione di ulteriori 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, Sardegna e Lazio e abbiamo avviato, inoltre, le procedure per la realizzazione di nuove strutture in varie regioni: uno in Campania, in Calabria, in Toscana e in Emilia Romagna, due in Trentino Alto-Adige». E ricorda che «nel 2026 sono già oltre 6.500 i rimpatri, tra forzati e volontari assistiti, e si sta procedendo con ritmo crescente. In proiezione, di qui alla fine dell'anno - annuncia - toccheremo una cifra record». Per potenziare le attività di prevenzione e contrasto dell'immigrazione irregolare e di controllo delle frontiere è stata invece recentemente prevista l'assunzione straordinaria di cinquecento operatori della polizia.
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