Alla fine del primo giro di partite, solo Cristiano Ronaldo non ha risposto “presente” tra le stelle più attese del Mondiale. E la sua deludente prestazione nella partita d'esordio contro il Congo (1-1) ha finito per zavorrare tutto il Portogallo. Da Leo Messi (autore addirittura di una tripletta, nonostante la preoccupazione per le condizioni di salute del padre) a Kylian Mbappé, da Erling Haaland a Harry Kane, tutti i big hanno rotto il ghiaccio a suon di spettacolari doppiette. CR7, invece, nonostante sia uno degli attaccanti più prolifici della storia, non solo é rimasto a guardare, ma é parso molto al disotto delle aspettative anche come playmaker. E così, e forse un po' ingenerosamente, si é subito (ri)acceso il dibattito sulla sua utilità alla bella età di 41 anni e 132 giorni. «Invisibile per 90 minuti» lo ha definito la stampa portoghese dopo il match di Houston. Alla 23ª presenza in un Mondiale, ha forse sentito l'emozione di sapere che per lui é l'ultima occasione di vincere l'unico trofeo che manca alla sua splendida carriera? L'astinenza non è un problema recente per l'uomo che ha vinto cinque volte il Pallone d'Oro, autore di 143 gol in 229 presenze con la nazionale: con quella di mercoledì é a secco da dieci partite, con 33 tiri in porta, nei grandi tornei. L'ultima rete risale a Qatar 2022 (rigore contro il Ghana). Per il capitano del Portogallo, vincitore di Euro 2016, il miglior risultato ai Mondiali é la semifinale in cui fu sconfitto dalla Francia nel 2006, alla sua prima partecipazione. Ed ora ci si chiede se, dopo essersi trasferito all'Al-Nassr, nella ricca Arabia Saudita, CR7 nel 2023, abbia ancora le doti fisiche per incidere a questi livelli.
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