Regione

Statutaria, il nodo della legge elettorale 

Nella riforma nessun riferimento al sistema di voto. Servirà un emendamento 

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Nei 37 articoli della bozza di legge statutaria da approvare entro l’anno non c’è alcun riferimento al sistema per eleggere il Consiglio regionale. Che pure doveva far parte del pacchetto. Sarà inserito ma in fase di discussione del testo, assicurano fonti vicine alla commissione speciale presieduta da Piero Comandini che ha confezionato la proposta. Forse direttamente in Aula, con un emendamento. Ma perché occuparsi subito di scioglimento anticipato del Consiglio, di ineleggibilità e incompatibilità, di cessazione del mandato del presidente della Regione, di mozioni di censura e non del metodo per scegliere i componenti dell’Assemblea? La questione è delicata, evidentemente, ancora spinosa e richiede un supplemento di confronto in maggioranza e a livello trasversale tra schieramenti.

Equilibri

Un vero nodo che se non rischia di far saltare il banco ha però il potere di mettere a dura prova gli equilibri politici. Le criticità del sistema attuale evidenziate a più riprese fuori dal palazzo sono le stesse di sempre: soglie di sbarramento troppo alte (al 10% per le coalizioni e al 5% per le singole liste) che lasciano fuori dall’Assemblea forze che hanno preso migliaia di voti, mentre piccoli partiti che magari valgono meno dell'1% riescono ad ottenere seggi solo perché all’interno di una delle coalizioni maggiori.

Un segnale

Ora, stando alle prime indiscrezioni, non sembra che in Consiglio ci sia qualcuno intenzionato a fare grossi cambiamenti su questi fronti. Ma un segnale va dato, quanto meno per garantire rappresentanza a tutti i territori dell’Isola. E, in particolare, obiettivo di tutti è quello di risolvere l’incongruenza per cui liste da una manciata di voti rischiano di avere rappresentanti in Aula, mentre altre con una certa consistenza, tale da raggiungere quasi il 10%, non riescono a eleggere nessuno solo perché non comprese nei due schieramenti più importanti. In questo caso, ma è solo un’ipotesi, si potrebbe prevedere un’ulteriore soglia di sbarramento all’interno di una stessa coalizione. Obiettivo: evitare le micro liste.

Modifiche

Altra modifica ipotizzabile e strettamente collegata all’altra: consentire al candidato presidente di un terzo polo, che pure non è arrivato al 10% a livello di liste ma ha fatto scattare il quoziente, di entrare comunque a far parte dei sessanta. In questo modo, per esempio, nel 2014 Michela Murgia sarebbe risultata eletta, e lo stesso si può dire del candidato del M5S nel 2019 Francesco Desogus. Ma il sistema, al netto di queste poche modifiche, e conservando l’elezione diretta del presidente della Regione, resterebbe comunque bipolare.

Articolato

La legge elettorale dovrebbe essere l’unico ostacolo all’approvazione della statutaria su cui la commissione speciale ha lavorato quasi dieci mesi che hanno portato alla stesura della bozza di 37 articoli divisi in cinque titoli: disposizioni generali, organi di governo, ineleggibilità e incompatibilità, partecipazione popolare, Consiglio delle Autonomie locali e rapporti con gli enti locali. Le disposizioni generali riguardano le materie (forma di govern o della Regione, rapporti tra organi, cause di incompatibilità e ineleggibilità, istituti di partecipazione popolare, rapporti con gli enti locali) oggetto della legge adottata in attuazione dell’articolo 15 dello Statuto Speciale.

Non meno di otto

Si prosegue con gli organi di governo. Nella Giunta, gli assessori possono essere meno degli attuali dodici, ma non meno di otto. Poi la prima novità vera: la carica di consigliere regionale risulta incompatibile con quella di assessore regionale. L’onorevole che accetta di far parte della Giunta è sospeso dalla carica di consigliere per tutta la durata dell’incarico.

La nuova legge statutaria avrà poi il merito di indicare il numero di firme richieste – diecimila – per la presentazione di progetti di iniziativa polare.

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