Milano. Caso Garlasco: un’udienza a porte chiuse al Palazzo di Giustizia di Milano e il parere favorevole della Procura generale rendono sempre più vicina l’uscita dal carcere di Alberto Stasi e il suo affidamento in prova ai servizi sociali. Negli ultimi anni gli era stato concesso prima il lavoro esterno e poi, nell’aprile dell’anno scorso, la semilibertà. Col deposito del provvedimento, la sera Stasi non dovrà più rientrare nella casa di reclusione di Bollate.
I legali dei Poggi
Stasi è al momento condannato in via definitiva come unico autore dell’omicidio, nel 2007, della sua fidanzata Chiara Poggi (16 anni di pena, di cui 10 e mezzo già scontati): un delitto per cui la Procura di Pavia ha avviato una nuova, clamorosa inchiesta che vede come indagato Andrea Sempio, un amico del fratello della vittima. Stasi, hanno spiegato gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, legali della famiglia Poggi, «ha diritto, come ogni condannato, alla possibilità di beneficiare della misura alternativa dell'affidamento ai servizi sociali avendo un residuo pena inferiore ai quattro anni. A noi interessa che le sentenze abbiano accertato la verità sull'omicidio di Chiara, quanto al percorso rieducativo è il Tribunale di Sorveglianza a doverlo stabilire».
L’iter della revisione
L’affidamento è del tutto slegato dal procedimento di revisione del processo e della condanna: questa – di competenza della Corte d'Appello di Brescia – partirà una volta che i legali di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, avranno depositato l'istanza salvo che non ci sia prima un’iniziativa della Procura generale milanese, con la procuratrice Francesca Nanni e l'avvocato generale Lucilla Tontodonati, a cui i pm pavesi hanno sollecitato la richiesta di revisione. Ieri la sostituta pg Valeria Marino si è presentata in aula per dare parere positivo all’istanza dei difensori per la scarcerazione e l’affidamento sottolineando la buona condotta del 42enne e le relazioni positive dell'equipe del carcere.
Il condannato in aula
Davanti al Tribunale di sorveglianza (presidente Marcello Bortolato) c'era anche l'ex bocconiano, da tre anni ormai anche contabile in una società finanziaria in centro a Milano. Ha risposto alle domande dei magistrati. L’udienza è durata circa mezz'ora. Il provvedimento sarà depositato entro quattro giorni.
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