Regione

Staffetta alla guida delle commissioni,  maggioranza divisa 

A rischio il presidente del Bilancio per incompatibilità col ruolo nel M5S 

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Due anni e mezzo di legislatura. È tempo di bilanci (Alessandra Todde li ha fatti ad Alghero alla festa dell’Unità) ma anche, più concretamente, del ricambio previsto dal regolamento interno nelle commissioni permanenti del Consiglio regionale. La scadenza è il 30 settembre. Il presidente dell’Assemblea ha già chiesto ai presidenti dei gruppi politici di indicare i nomi dei consiglieri da destinare a ciascuno dei parlamentini. La partita vera riguarda però le sei presidenze: alcune saranno confermate, altre non necessariamente. Su questo, in particolare, si confronterà oggi alle 15 la maggioranza in un tavolo riservato ai capigruppo.

La terza

Sinora c’è un’indiscrezione che prevale: Alessandro Solinas (M5S) avrebbe i giorni contati da presidente della terza (Bilancio). Non sarebbe in discussione la qualità del suo operato, conta invece la carica da segretario regionale del Movimento assunta dopo l’elezione alla guida della commissione. C’è chi parla di «incompatibilità» e paragona l’attuale situazione di Solinas a quella di Piero Comandini, almeno fino a quando il presidente del Consiglio ha ricoperto anche il ruolo di segretario regionale del Pd.

Le caselle

Quattro delle attuali commissioni sono controllate dal Pd (Autonomia, Istruzione, Attività produttive e Sanità), due dal M5S (la terza, appunto, e la quarta su Enti locali e Urbanistica). Nel riequilibrio, i Dem potrebbero essere chiamati a rinunciare a una casella in favore di uno dei partiti più piccoli. Di Avs per la precisione, che potrebbe ambire, magari con il sindaco di Santu Lussurgiu Diego Loi, alla guida della prima attualmente presieduta da Salvatore Corrias. Difficilmente sarà chiesto invece un passo di lato a Camilla Soru (Istruzione), Carla Fundoni (Sanità) o Antonio Solinas (Attività produttive). Ma questa apertura del primo partito di maggioranza non sarebbe senza conseguenze. Il Pd chiede – e da tempo – una compensazione nell’Esecutivo, cioè un assessorato in più rispetto ai tre (Bilancio, Ambiente, Industria) che ha già. Quale? In passato l’interesse era rivolto ai Trasporti, oggi però si è spostato sulla seconda delega attribuita dalla presidente della Regione a un tecnico: gli Enti locali e Urbanistica. Non tutti apprezzano infatti il percorso di revisione e completamento del piano paesaggistico regionale avviato da Francesco Spanedda senza prima – sostengono i detrattori – averlo condiviso in maggioranza.

Rimpasto

La verifica di Giunta diventerebbe poi inevitabile se la legge statutaria che la maggioranza punta ad approvare entro il 2026 prevedesse un ridimensionamento del numero degli assessorati. Non è una novità, poi, che alcuni degli esponenti dell’Esecutivo ambiscano a candidarsi alle elezioni politiche in programma, forse, alla fine della primavera. Si fanno i nomi del dem Giuseppe Meloni (Bilancio e Programmazione), del segretario regionale di Avs Antonio Piu (Lavori pubblici), e soprattutto della della pentastellata Desirè Manca (Lavoro).

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