New York.

Spuntano le foto del cadavere di Epstein e il testamento  

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New York. Jeffrey Epstein a torso nudo, con solo i pantaloni arancioni dei carcerati, la mandibola legata per tenere la bocca chiusa post mortem e segni visibili di lesioni sul collo. I documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia contengono oltre 20 foto del cadavere dell’ex finanziere rinvenuto nella sua cella nel carcere di New York.

Immagini forti, che lo mostrano steso su una lettiga mentre una persona con guanti chirurgici gli preme le mani sul petto nell'apparente tentativo di rianimarlo. Le foto offrono un primo sguardo diretto su quel 10 agosto del 2019 e su un suicidio che non ha mai convinto tutti. Nonostante gli anni trascorsi, infatti, le teorie cospirazioniste secondo cui Epstein è stato ucciso (da “potenti” che volevano salvare la loro reputazione) continuano a rincorrersi. E le nuove carte pubblicate non sono destinate a placare queste tesi, vista la lunga lista di nomi di personaggi ricchi e potenti che contengono.

Fra i file anche il documento con le ultime volontà dell'ex finanziere, firmato due giorni prima di morire. Epstein voleva che tutta la sua ricchezza, circa 100 milioni di dollari, andasse alla sua fidanzata dell'epoca, Karyna Shuliak, alla quale voleva regalare anche un diamante da 33 carati. Nel file - chiamato 1953 Trust in riferimento alla data di nascita di Epstein - venivano menzionate altre 40 persone come possibili beneficiari della sua fortuna.

Mentre si susseguono i particolari sulla vita e la morte di Epstein, lo scandalo continua intanto a scuotere la politica e il mondo d'affari americano e non. Se l'ex principe Andrea è stato costretto a lasciare la proprietà di Windsor e Bill e Hillary Clinton si apprestano a testimoniare in Congresso, non va meglio a Bill Gates. L'ex moglie Melinda ha rotto il silenzio e ha chiesto giustizia per le vittime.

Sentendosi «assolto»" dallo scandalo sulla base degli ultimi documenti pubblicati e ritenendo Epstein un problema dei democratici, Donald Trump invita invece a «voltare pagina e tornare a guardare a cose che interessano davvero».

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