Il focus.

Sport, musica e locali: Su Siccu è rinato 

Da porto dimenticato a polo attrattivo: «In cinque anni si è trasformato» 

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«Qui non c’era niente». È la frase che si sente ripetere più spesso passeggiando lungo Su Siccu. Oggi quel tratto di lungomare è attraversato ogni giorno da runner, famiglie, ciclisti, turisti e clienti dei locali affacciati sul porticciolo. Fino a pochi anni fa, invece, era frequentato quasi esclusivamente dai diportisti. La passeggiata verso Sant’Elia, la pista ciclabile, il recupero del Parco Nervi e le nuove attività hanno trasformato uno degli angoli meno valorizzati della città in uno dei più vissuti. Basta fermarsi qualche minuto per rendersene conto. C’è chi corre guardando il mare, chi si siede a bere un caffè, chi porta a spasso il cane e anche chi vuole fare due passi. Dal mattino fino a tarda sera Su Siccu è diventato un punto di ritrovo per persone di tutte le età.

La trasformazione

«Io la frequento da oltre trent’anni e posso dire che il cambiamento è impressionante», racconta Alberto Melis. «Prima era praticamente un deserto, c’erano soltanto i diportisti e qualche associazione sportiva. Ora basta guardare quanta gente passa ogni giorno: è rinata». Melis ricorda ancora quando in mare c’era ancora il campo dell’associazione sportiva Rari Nantes. «Il cambiamento è arrivato poco alla volta: con la sistemazione delle aree verdi fino al collegamento con Sant’Elia». Anche la trasformazione della pineta tra il molo e il Liceo Alberti che ha visto crescere, anche se: «non è molto frequentata e sarebbe dovuta essere curata da prima. Alcuni di quei pini sono stati anche tagliati perché si erano ammalati».

Le attività

Il cambiamento oggi è evidente soprattutto nelle attività. «Su Siccu è rinata e lavoriamo bene grazie a una vista unica e a un pubblico di tutte le età», racconta Barbara Pisu responsabile del chiosco Dulcis. «Si può migliorare sulla pulizia e sull’illuminazione in alcuni tratti, ma oggi questo è uno dei posti più piacevoli della città». Ma Su Siccu non vive soltanto di movida. Le attività sportive, i campi da padel, le società nautiche e le scuole di vela hanno contribuito a renderla una meta frequentata durante tutta la giornata. «Negli ultimi cinque anni è cambiata tantissimo», spiega Alessandro Giona, direttore di Orange Marina Padel Club. «Qui prima c’erano sterpaglie. Con la bonifica dell’area e la nuova passeggiata è cambiato tutto. Nel periodo estivo, dal tardo pomeriggio fino a sera, c’è tantissima gente. Anche chi non gioca si ferma per un gelato o per un aperitivo».

Lo conferma anche anche la Rari Nantes Cagliari, presente nel lungomare dal 1909. «Per decenni questa è stata soprattutto una zona dedicata alle attività sportive e ai circoli nautici», spiega la direttrice sportiva Carolina Massidda. «Con il rinnovamento è arrivata molta più gente e oggi c’è un continuo via vai di persone che passeggiano, praticano sport o prendono un’imbarcazione».

Restano però alcune criticità. «C’è carenza di parcheggi, soprattutto per le famiglie che accompagnano i ragazzi e le ragazze agli allenamenti. E non dimentichiamoci il problema dei topi: sembra che abbiano la residenza ormai».

Le attrazioni

La trasformazione colpisce anche chi torna in città dopo molti anni. «L’ultima volta che ero stato qui era nei primi anni Duemila», racconta Tommaso, turista da Bologna che passa le estati in Sardegna. «All’epoca non c’era praticamente nulla. Oggi è una zona bella da vivere e completamente diversa da come la ricordavo». Tra chi si allena e chi guarda il mare Su Siccu ora vive praticamente ad ogni ora del giorno. «È diventato un punto importante come Marina Piccola», conclude Melis. «I circoli nautici hanno faticato, ma oggi sono un grande polo di attrazione».

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