L’allarme

Speleologo intrappolato da una frana in grotta  a dieci metri sotto terra  

Squadre di soccorso mobilitate nel Supramonte di Urzulei 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Sorpresi da una frana di terra e massi in una grotta nel cuore del Supramonte. L’avventura di una domenica carsica è diventata un incubo. Un giovane speleologo, parte di un gruppo arrivato dal sud Sardegna, è rimasto bloccato, la gamba intrappolata dai massi. Imponente la macchina dei soccorsi, proseguiti per tutta la sera e con il calar della notte alla luce delle cellule fotoelettriche per rimuovere a mano il materiale che ostruisce l’ingresso della grotta. Operazione indispensabile per raggiungere l’uomo, vivo ma ferito, semisepolto dai detriti.

Le operazioni si presentano particolarmente complesse per la quantità di materiale da asportare e per la presenza di massi instabili che richiedono particolare cautela. Grazie al supporto dell’Aeronautica Militare nella notte sono arrivati tre tecnici del Soccorso alpino e speleologico specializzati nella disostruzione provenienti dall’Italia centrale e altri otto tecnici sardi. I vigili del fuoco hanno allestito un posto di comando avanzato.

La grotta

È stata una giornata di grande apprensione a Urzulei, nel cuore del Supramonte. La zona conosciuta come Gorroppeddu, è impervia e difficile da raggiungere anche a piedi. La grotta in questione è chiamata Nurra Gorroppeddu, si trova a Serra Oseli, a 883 metri di altitudine. Secondo il catalogo della federazione speleologica sarda ha uno sviluppo spaziale di 29 metri e un dislivello di 27. L’antro risulta essere censito ma fossile, ossia fermo, asciutto o caratterizzata da un antico ramo d'acqua non più alimentato. In questo quadro lavorano gli uomini del Soccorso alpino per recuperare il malcapitato speleologo.

L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio, durante una battuta esplorativa. Secondo quanto si è appreso, l’uomo si trovava a dieci metri dall’ingresso, quindi a circa metà dello sviluppo della grotta quando, per cause ancora in corso di accertamento, si è staccata una scarica di terra, pietre e massi che gli ha ostruito la via di uscita, intrappolandolo.

Le proibitive caratteristiche orografiche del territorio hanno consigliato ai soccorritori di trasportare sul posto i tecnici specializzati in elicottero. La località è infatti difficile da raggiungere in auto e l’assenza di segnale telefonico non ha facilitato le operazioni. La montagna è rimasta accesa nella notte delle speranza di riuscire a riportare l’esploratore alla luce delle stelle.

La macchina

Immediato l’allarme lanciato dai compagni di escursione. Sul posto è stata attivata una massiccia macchina dei soccorsi: dapprima e in attesa dei rinforzi sono subito arrivati i tecnici del Soccorso alpino e speleologico tra cui medici e specialisti in disostruzione e progressione in ambiente ipogeo. L’intervento, reso particolarmente complesso dalla conformazione carsica e dall’instabilità del materiale franato, è stato supportato dall’elicottero dell’Areus (atterrato) e da Drago 144 dei vigili del fuoco decollato dalla base di Alghero oltre a squadre del 115 coordinate dal comando provinciale di Nuoro.

(ha collaborato Roberto Secci)

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?