Quartucciu.

Sottopasso a rischio a San Gaetano: Anas nel mirino 

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Sono pronti a dare battaglia gli abitanti della borgata di San Gaetano, frazione di Quartucciu sulla ex 125. E stavolta giurano di fare sul serio. Al centro delle proteste il sottopasso della nuova 125, di competenza dell’Anas, che non è stato mai asfaltato e quando piove, specie in autunno e inverno, si allaga formando un vero e proprio acquitrino. Si tratta dell’unico percorso pedonale disponibile per gli studenti che devono raggiungere la scuola, ma anche per anziani e disabili.

«Il problema dell’allagamento del sottopasso, la cui manutenzione è responsabilità esclusivamente dell’Anas, è passato da un semplice disagio a una crisi di sicurezza pubblica», dice Elisabetta Lai, presidente del Comitato dei residenti: «Nonostante i nostri ripetuti solleciti tramite pec e quant’altro, non è cambiato nulla». Quando si forma il lago, i componenti del comitato posizionano delle pietre per creare passaggi di fortuna. «Ci siamo già rivolti a un tecnico e a un avvocato», dice Lai, «e ci hanno detto che siamo nel giusto. La situazione sta degenerando, con rischi di incidenti gravi e potenziali danni strutturali al ponte stesso. L’attraversamento è rischioso per tutti i residenti, in particolare per disabili e bambini. Si è già verificato un caso in cui un’auto è rimasta bloccata e hanno dovuto trainarla con una corda».

Il comitato si è confrontato anche col Comune: «Ha agito come intermediario, sollecitando l'Anas e inviando una lettera al Prefetto, ma non ha l'autorità legale per intervenire direttamente su una struttura non di sua competenza», spiega Lai. Gli abitanti sono stanchi di aspettare, per questo sono pronti ad andare per vie legali contro l'Anas. «L’ente se ne sta fregando, nonostante i numerosi tentativi di comunicazione», aggiunge il vicepresidente del comitato, Gaetano Carpentieri, «questa mancanza di collaborazione temo ci costringerà a considerare opzioni più drastiche per risolvere la situazione. Se l’Anas non interverrà, procederemo legalmente. Non si può più aspettare».

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