Nuoro.

«Sostituite i guardrail killer» 

Due centauri morti, uno gravissimo: appello-sicurezza ad Anas 

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«I guardrail con i paletti scoperti sono la causa del 20 per cento dei decessi in moto», esordisce Michele Vacca, referente isolano dell’associazione Motociclisti incolumi. «Da anni ci battiamo affinché diventi obbligatoria l’installazione dei dispositivi “salva-motociclisti”». Incidenti in successione che scuotono coscienze e comunità. Due morti nel fine settimana, un 37enne ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Nuoro. Il bilancio è terrificante ma un dettaglio accomuna: centauri, innamorati delle curve del centro Sardegna. E se Anas parla di strade sicure e invoca prudenza, il segretario provinciale di Sinistra italiana Avs, Michele Piras, lancia un appello all’assessore regionale Antonio Piu: «Serve un piano-strade».

Strade-killer

La presenza dei motociclisti aumenta di continuo, insieme alle temperature. Le strade dell’interno diventano il paradiso di chi ama le “due ruote”. Saliscendi intriganti, panorami mozzafiato. I rischi, però, sono dietro l’angolo. O meglio, dietro i tornanti. Anas, però, puntualizza: «L’attuale normativa non prevede l’installazione del dispositivo “salva-motociclisti”», premette il manager dell’ente strade, l’ingegnere Salvatore Campione. Parole nette. In tanti invocano strade più sicure, a misura di motociclista. Con guardrail dedicati, anche dopo la tragedia di Francesco Quaranta, 33enne di Orosei, deceduto dopo un terribile incidente sulla Statale 125, all’altezza di Capo Comino, e l’impatto con la barriera metallica. Campione precisa: «In alcune strade, per esempio quelle di nuova costruzione, è possibile installare anche queste nuove barriere». Tuttavia, la percentuale di guardrail “salva motociclisti” al momento è molto bassa, lungo i circa 3000 chilometri controllati da Anas nell’Isola. «Come prevede il “codice”, stiamo dotando le nostre strade dello spartitraffico “New Jersey”: una barriera che presenta una certa continuità, in caso di impatto».

L’appello

«Nonostante qualche apprezzabile intervento negli ultimi mesi, la condizione delle nostre strade ha varcato il limite della tolleranza», dichiara Michele Piras, segretario provinciale di Sinistra italiana Avs. «Un esempio su tutti il raccordo fra Bolotana e Ottana: voragini all’uscita delle curve, automobilisti e motociclisti che si aggirano a zig zag fra buche capaci di squarciare gomme, spaccare cerchioni e mandare i veicoli fuori strada». Piras puntualizza: «Serve immediatamente un piano-strade. Rivolgo un accorato appello al nostro assessore regionale dei Lavori pubblici perché si raccordi con le Province e con i Comuni e fornisca loro risorse adeguate per intervenire sulle emergenze e per rimettere la rete stradale in sesto». Michele Vacca conclude: «Chiediamo che sulle nuove strade gli enti installino solo i guardrail “salva-motociclisti”».

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