«Un’offerta che non riesce a stare al passo con la richiesta». Una sentenza quella che agenti immobiliari e operatori del settore confermano in coro. Il mercato degli affitti a Cagliari si conferma «velocissimo»: in media, raccontano gli addetti ai lavori, un annuncio viene rimosso dalle piattaforme tra i tre e i cinque giorni dalla pubblicazione, spesso bloccato alla primissima visita. E se si temeva che questa penuria fosse legata solo al boom estivo, c’è da ricredersi. Quello cagliaritano è un mercato che non conosce stagionalità: l’affanno dura tutto l’anno.
La caccia al tesoro
Certo è che l’arrivo della bella stagione – che nell’Isola attira turisti e fa rientrare i sardi emigrati – amplifica il problema. Se a questo si aggiunge il caos degli affitti universitari, con gli studenti già a caccia di alloggi per il prossimo anno accademico, trovare una casa a medio-lungo termine nel capoluogo diventa una vera e propria caccia al tesoro.
I dati, d’altronde, parlano chiaro: la Sardegna ha visto il canone medio lievitare senza freni, con un +31% a Cagliari dal 2019 a oggi, a fronte di stipendi che nello stesso periodo sono cresciuti a ritmi decisamente più contenuti. «Quello di Cagliari è un mercato complesso», spiega Giorgio Sabeddu, presidente provinciale Fiaip Cagliari-Oristano. «Qui non parliamo solo di chi cerca una nuova residenza o di affitti brevi: rispetto ad altre città dell’Isola, c’è la pesante componente universitaria». Per gli studenti, spiega l’esperto, la situazione negli ultimi anni si è fatta sempre più complessa, con spese medie per una stanza che si aggirano attorno ai 400 euro (a Is Mirrionis e nella zona delle regioni). Anche i fuori sede scontano la costante competizione con le locazioni turistiche brevi. Opzione sempre più favorita dai proprietari, spaventati dal rischio morosità o dai danni all’immobile, e attratti da una formula finanziaria con più garanzie rispetto al classico contratto a lungo termine.
Il paradosso del mutuo
A pesare sul mercato non è solo lo spettro degli Airbnb, ma anche i tanti appartamenti vuoti in città. Il risultato? Un incremento dei prezzi che non accenna a fermarsi. «Per un bivano si arrivano a spendere fino a 1.000 euro, che diventano 1.300 se parliamo di un trivano, l’immobile più ricercato», evidenzia Salvatore Serra di Oikade Consulenze Immobiliari. «Sono rincari enormi se confrontati con salari che non crescono. Una situazione simile, paradossalmente, spinge verso l’acquisto». Oggi, sottolinea Serra, ottenere mutui agevolati e sostenere le spese notarili può essere più conveniente rispetto a un affitto. C’è anche una tutela in più: «La rata di un mutuo non può superare il 35% del reddito familiare, un limite che nel mercato degli affitti non viene preso in considerazione».
Il lusso dei box auto
Ma insieme al sogno di un trilocale in zone centrali e ben collegate, c’è un’altra oasi nel deserto: i box auto. «Sono merce rara, specie in centro», racconta Stefano Pisano di Smart Solution Immobiliare, realtà focalizzata sulle compravendite. «Per un garage di appena 15 metri quadri si possono toccare i 35 mila euro, e trovarli in centro è quasi impossibile». Basta scorrere i principali portali di annunci per dargli ragione. Anche Serra li definisce ormai «un bene di lusso, al pari delle cantine: se ce ne fossero sul mercato, sparirebbero in pochi minuti». Il quadro complessivo resta quindi teso e polarizzato. «Se un mercato così dinamico rappresenta un vantaggio per chi vuole vendere o monetizzare», conclude Pisano, «dall’altra parte diventa un limite per un contesto sociale in cui la domanda soffoca l’offerta. Ormai è difficile, persino per noi operatori, riuscire a stare al passo».
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