Maturità

Sorrisi al Classico, meno allo Scientifico  

Quintiliano per la versione di latino, non semplice la prova di matematica 

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Il più temuto era Tacito, col consueto duello tra Cicerone e Seneca che ha tenuto banco sino all’ultimo. Ma il Ministero - ancora una volta - ha fatto saltare tutti pronostici, puntando sull’outsider Quintiliano per la versione di latino. Una sorpresa - dopo una lunghissima latitanza - che però sembra piacere agli studenti cagliaritani alle prese con la seconda prova. Sorridono tutti, al classico. Decisamente meno allo Scientifico, dove c’è chi tenta la carta del santino laico con calciatore preferito. Anche al Nautico si vedono volti distesi, non certamente come quello del ragazzo beccato con un secondo cellulare, che - dice il personale all’ingresso - non stava usando ma ha iniziato a parlare da solo. «L’hanno mandato via, poverino, ha sbagliato ma forse è eccessivo fargli perdere l’anno», commenta la donna all’ingresso del Buccari. Eccoli i 12mila 305 maturandi sardi (meno uno) nella loro seconda prova di Maturità: lo scritto, differente in base all’indirizzo di studio.

Quintiliano promosso

Un quarto d’ora prima delle 13, il cancello del Siotto si spalanca. La prima a uscire è Alice Perra, della sezione B; col dizionario in borsetta e un sorriso raggiante che basterebbe quello per far riprendere a respirare i genitori in attesa nel piazzale davanti. «È andata bene, speravo con tutto il cuore che non uscisse Tacito». Accontentata. Accontentati tutti. «Quintiliano non me l’aspettavo, ma sono felicissima: mi è piaciuto come autore, anche da studiare, e la versione era abbastanza facile». Ora l’attende l’orale, fissato per il primo luglio: «Oggi riposo e da domani riprendo a studiare». Pochi minuti dopo è il turno di Leonardo Frongia, sezione F: «Inizialmente mi sono fatto un po’ intimorire, però alla fine è andata bene. Diciamo che non era un testo eccessivamente complicato». Dice che si aspettava Seneca, e temeva Tacito: alla fine il grande maestro dell’oratoria - assente dal 2013 - sembra il giusto compromesso. Lo pensa anche Giulia Usai: «Certo resta un po’ il dubbio, ma sono contenta e sicura di ciò che ho fatto. Per fortuna è uscito Quintiliano, tra l’altro con un argomento non troppo complesso, avevamo un brano che parlava della musica come disciplina».

Sorrisi e inconvenienti

All’istituto tecnico nautico Buccari l’attesa è lunga. Con l’anticiclone africano che si fa sentire tutto, la colonnina che continua a salire e le previsioni, quelle meteo si, avverate in pieno.

Bisogna aspettare sino alle 14 circa per sentire il primo commento: «Questa prova è andata benissimo, mi sono impegnata tanto, e devo ammettere che mi aspettavo sicuramente peggio. È stato decisamente più tosto il tema, ho scelto la traccia sulla fatica. Ho faticato anche io». L’uscita dopo è in coppia e in pendant: jeans e t-shirt bianca. «Benissimo, era facilissima», esulta Antonino Grimaudo. Al suo fianco c’è Rosario Gurzeni, che in mezzo secondo ridimensiona l’entusiasmo: «Non proprio facilissima, all’inizio era tosta. Poi è andata bene, abbiamo giusto saltato qualche passaggio». Ma gioiscono ugualmente e si presentano insieme pure all’orale: «Siamo tutti e due il 29. Questo fine settimana riposo, da lunedì si riprende per forza».

Attesa e santini

L’ultima tappa è allo scientifico Alberti. Dove i maturandi si fanno aspettare e si prendono quasi tutte le sei ore a disposizione. Mezz’ora dopo le 14, e almeno tre gradi in più, appare sull’uscio Lorenzo Ledda, studente di Scienze applicate con la maglia del Barcellona e il santino laico pronto all’uso e riposto in tasca: «Ho Zanetti, perché sono interista, lui è il capitano e me l’hanno regalato a San Siro quando sono andato a vedere il derby». Fede calcistica a parte ecco che l’entusiasmo cala di botto: «Non mi aspettavo così tante domande su argomenti che normalmente a scuola si studiano soltanto alla fine. In più con questo caldo è stato molto pesante stare qua». Tira fuori il santino, sorride di nuovo: «Mi va bene anche un voto sul dodici, ho la media abbastanza alta, di 33 crediti, quindi sono comunque abbastanza tranquillo». E se la prima prova continua a far discutere, loro, i maturandi già pensano all’orale: ultima tappa prima del tanto atteso diploma.

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