Morti in povertà, e in alcuni casi senza neanche un parente al momento dell’ultimo saluto. Sono i quartesi scomparsi in città e ai quali il Comune ha dovuto garantire una degna sepoltura, spesso salme “di nessuno“ perché nessuno ha versato una lacrima né tanto meno si è fatto avanti per il funerale.
La situazione
Storie tristi in aumento, come dimostrano i numeri registrati negli ultimi anni: oltre 80 funerali di povertà dal 2023 al 2025, e quest’anno sono stati già 9 quelli pagati dal Comune. È anche questo un risvolto delle nuove povertà: se ne parla poco, ma le determine comunali per lo stanziamento dei relativi fondi sono sempre più numerose. Il picco lo scorso anno, con 36 cerimonie a spese del Municipio, 22 l’anno prima, 24 nel 2023. Un’impennata di funerali “di povertà” se si fa un confronto con quelli del 2021, appena 9. E sempre più risorse stanziate dall’amministrazione comunale: 12mila nel 2021, 36mila nel 2023, circa 34mila due anni fa, poco più di 40mila lo scorso anno.
La spesa
Oltre 100mila euro spesi dal Comune nell’ultimo triennio. «Una misura di sostegno che come Comune abbiamo incrementato negli anni, come dimostrano i numeri», spiega l’assessore alle Politiche sociali Marco Camboni. «Solo quest’anno abbiamo già avuto nove richieste, e siamo appena all’inizio di marzo», fa notare l’esponente della Giunta comunale. Anziani, ma non solo: fra i defunti sepolti a carico del Comune ci sono anche giovani morti tragicamente e con genitori che - oltre alla disperazione - non riescono a sostenere i costi per la tumulazione, cinquantenni con storie difficile alle spalle e diventati “invisibili” per tutti, persino per parenti e amici. «È un dovere morale, civico e umano intervenire in questi casi», ribadisce Camboni. «Oltre al dramma dell’indigenza c’è anche quello della solitudine, situazioni che come Comune cerchiamo di affrontare dando un aiuto con gli strumenti e le risorse a disposizione».
Povertà
Il funerale di povertà è uguale per tutti, con un budget standard che comprende l'intero “pacchetto” funebre, senza contare il loculo che va pagato a parte, sempre a carico del Comune. Un servizio extra che coinvolge - a turno - tutte le agenzie funebri presenti in città, attivato seguendo un preciso iter previsto per la concessione del contributo straordinario.Un costo importante che si somma alle spese che ogni anno il settore Servizi sociali del Municipio deve sostenere per aiutare quartesi in difficoltà. Sullo sfondo ci sono infatti gli altri dati sulla povertà. Un esercito di 5mila cittadini in difficoltà economiche certificato dal report stilato lo scorso anno: in testa ci sono i 1.700 percepiscono l’assegno di inclusione sociale, 910 ricevono un contributo regionali per far fronte all’affitto, oltre mille i beneficiari del Reis fra sussidi continuativi e una tantum. C’è poi chi chiede un aiuto per pagare l’affitto, altri per fare la spesa e saldare le bollette. Altri ancora usufruiscono dell’esonero Tari. Sino ai 140mila euro stanziati dal Municipio come contributi per associazioni e conferenze vincenziane con il progetto “né di fame né di freddo”.
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