Il convegno.

Smeriglio: «Ripartire dai sindaci» 

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Un mini tour nell’Isola per presentare il suo ultimo libro, “Il legame covalente”, con uno sguardo alla politica isolana come modello di governo da proiettare a livello nazionale. Protagonista l’ex eurodeputato Massimiliano Smeriglio, docente di Pedagogia, già vice presidente della Regione Lazio nella Giunta di Zingaretti e attuale assessore alla Cultura di Roma con il sindaco Gualtieri. Ieri era ospite nell’Ex Convento dei Cappuccini.

Un appuntamento culturale, ma non solo. Al suo fianco il sindaco quartese Graziano Milia, il primo cittadino di Cagliari Massimo Zedda, la parlamentare Francesca Ghirra, la vice sindaca metropolitana Barbara Pusceddu e Mondino Ibba del Psi, insieme a Dino Pusceddu che ha moderato l’incontro. La politica emerge anche con forza nel libro, «soprattutto nell’assenza», dice Smeriglio. È il racconto «di una famiglia dove l’imprevisto della malattia fa precipitare tutto. Ed è proprio in questa fase che si evidenzia l’assenza di politiche sanitarie pubbliche, strutturali, sociali, di sostegno alle persone che di fatto sono sole».

Nessun partito di riferimento per l’assessore romano che nella Capitale rappresenta il movimento Sinistra civica ecologista, gemello dei Progressisti sardi. «Sono un indipendente di sinistra», dice. Ospite a Sassari, poi a Quartu, passando per Cagliari. «Nel dibattito nazionale si parla poco di autonomie locali, dai Comuni alle Regioni. L’esperienza di Graziano Milia a Quartu, a Sassari con Giuseppe Mascia, ma soprattutto con Massimo Zedda a Cagliari, così come quella del governo sardo a trazione 5 Stelle, sono modelli di governo che guardiamo con interesse. Il tema è nazionale: la ricostruzione di un’ipotesi di governo dovrebbe basarsi sulle buone pratiche, sulle esperienze, sulla visione dei sindaci e delle amministrazioni locali». Smeriglio commenta anche l’esito del referendum sulla Giustizia: «Siamo tutti favorevolmente colpiti dalla partecipazione al voto di milioni persone in più, da anni disaffezionate alle urne». E sul futuro del centrosinistra in vista delle Politiche 2027 aggiunge: «Se si tornasse allo schema delle primarie esclusivamente sulla leadership sarebbe un grave errore. Spero si punti sulla costruzione di modelli partecipativi che partano dal basso, che investano le città, i quartieri, sui temi, sulle vertenze e sui punti programmatici».

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