Selargius.

“Sla in Fest”, il raduno che celebra la vita 

Malati, familiari, caregiver di tutta la Sardegna riuniti per una giornata di eventi 

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Una giornata per celebrare la vita, quella di chi ogni giorno combatte contro una malattia che nel momento della sua diagnosi diventa definitiva. La Sla, sclerosi laterale amiotrofica, colpisce il sistema nervoso, compromette progressivamente le capacità motorie e cambia radicalmente la vita della persona e della propria famiglia. Oggi la Sardegna, secondo dati ufficiali, si colloca tra le zone con l’incidenza più alta di malati di Sla nel mondo, paragonabile solo alla Finlandia, con ben 300 persone diagnosticate.

La partecipazione
È in questo contesto che domani, in occasione della Giornata mondiale della Sla, l’Istituto Salesiano San Domenico Savio di Selargius ospiterà la terza edizione di “Sla in Fest”, manifestazione promossa dall’associazione InSieme Si Può OdV con il supporto del Comune di Selargius e della Comunità Salesiana. L’iniziativa riunirà persone con Sla provenienti da diverse parti della Sardegna, insieme ai loro familiari, caregiver, volontari, operatori sanitari e cittadini. Spiega Giuseppe Lo Giudice, presidente dell’associazione InSieme Si Può-OdV: «L’iniziativa nasce dal desiderio di creare un momento di incontro aperto alla comunità, nel quale informazione, solidarietà e partecipazione possono intrecciarsi in modo semplice e autentico. Non sarà solo un momento di incontro e condivisione, ma anche un’occasione per riflettere e celebrare la vita».

La ricerca scientifica
La giornata si aprirà alle 10 con gli interventi istituzionali e i contributi di rappresentanti del mondo sanitario e associativo. Tra gli ospiti, oltre al sindaco Gigi Concu, il neurologo Giuseppe Borghero, responsabile della Struttura Semplice Sla del Policlinico di Monserrato, da anni impegnato nell’assistenza e nello studio della patologia in Sardegna. «La Sla», sottolinea Lo Giudice, «è una patologia complessa e gravemente invalidante per la quale, ad oggi, non esiste ancora una cura definitiva. La ricerca scientifica rappresenta quindi una speranza fondamentale per le persone malate e per le loro famiglie. È necessario investire, sostenere i percorsi di studio e sperimentazione, anche attraverso il contributo di enti, associazioni e donazioni private».

Il grande abbraccio
Nel corso della giornata si alterneranno momenti di spettacolo, musica e intrattenimento. «Gli ammalati di Sla della Sardegna si incontreranno per ricordare a se stessi che la malattia non determina il valore di una vita. La qualità della vita nasce dall’amore che mettiamo nelle cose che facciamo, negli affetti che custodiamo, nei sorrisi che continuiamo a donare e ricevere ogni giorno», dice il presidente. «Non siamo soltanto persone che convivono con una malattia: siamo uomini, donne, genitori, figli, amici. Vorremmo che ogni persona tornasse a casa con la certezza di sapere di appartenere a una grande famiglia che non lascia indietro nessuno».

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