Il progetto contestato

Sit-in vista Tavolara: «Un patrimonio di tutti»  

Centinaia di manifestanti a Cala Finanza, nel mirino la Zes «atto di prepotenza verso i sardi» 

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Tutti in fila dalla Statale 125, ragazze, pensionati, signore barbaricine in nero, ambientalisti, indipendentisti, influencer, turisti con l’ombrellone e la bandiera dei Quattro Mori, sotto il sole cocente si va avanti, verso la spiaggia che guarda alla montagna in mezzo al mare. L’armata pacifica di Cala Finanza avanza, catena umana dalle otto di mattina a Porto San Paolo, ininterrotta, allegra e anche commovente, sino alla caletta davanti a Tavolara. Su Cala Finanza la si può pensare in tanti modi, ma qui nel sit-in organizzato contro l’operazione immobiliare dei brasiliani di JHSF Participações il concetto è uno: se si vuole fare qualcosa in Sardegna bisogna chiedere ai sardi.

Protesta al ritmo del ballu tundu, tutti in cerchio nel parcheggio sopra Cala Finanza. Uno striscione accoglie le persone arrivate a piedi dalla Statale, “Cala Finanza, patrimonio di tutti”. E ci sono tutti nello spiazzo che alle 10 è già arroventato dal sole. Arrivano alla spicciolata con le bandiere e piazzano banchetti e striscioni, Liberu, Surra, Sos Cala Finanza, Sardigna Natzione, Presidio Permanente del Popolo Sardo e poi esponenti e simpatizzanti di Legambiente, Wwf, Italia Nostra e Gruppo di intervento giuridico. Nel banchetto di Sos Cala Finanza ci sono le delibere, consultabili, del Comune di Loiri Porto San Paolo, a partire dalla contestatissima n. 50 del 2025, fresca di revoca. Il sindaco Francesco Lai ha deciso di annullare il provvedimento che rendeva possibile il cambio di destinazione d’uso della ex Villa Joy. Una ragazza legge tutto e poi dice: «A noi poco importa, noi protesteremo sino a quando lo Stato italiano non cancellerà la Zes, atto di prepotenza nei confronti dei sardi».

«No alla Zes»

Nel mirino c’è la procedura semplificata Zes Unica per il Mezzogiorno che favorisce gli investimenti internazionali con sgravi fiscali e una corsia preferenziale che taglia i passaggi burocratici, soprattutto delle amministrazioni regionali. Davide Fadda è uno degli esponenti più noti del Presidio Permanente del Popolo Sardo, si rivolge direttamente alla presidente della Regione, Alessandra Todde: «Questo è un attacco all’Autonomia della Sardegna. Dobbiamo capirlo e agire di conseguenza, oppure stiamo accettando che lo Statuto della Sardegna sia ridotto a un regolamento condominiale. Bisogna andare davanti alla Corte Costituzionale». Mentre parla Fadda arrivano prima Pier Franco Devias, in testa al gruppo di Liberu, Bustianu Cumpostu e poi il gruppo di Surra. Devias, segretario nazionale di Liberu, è diretto: «Arriviamo sempre allo stesso problema, il diritto dei sardi di decidere sulla propria terra. La Sardegna in materia di urbanistica ha il potere di decidere autonomamente. Con lo stratagemma della Zes lo Stato italiano pretende di far passare come sviluppo economico una operazione immobiliare che scavalca la Regione. Noi saremo al fianco delle istituzioni per difendere il diritto dei sardi a decidere. È lo stesso tema che tocchiamo quando parliamo di basi militari e dei progetti per i mega impianti delle energie alternative. I sardi hanno il diritto di decidere».

«Danni già fatti»

Nel banchetto di Sos Cala Finanza arriva la conferma che la raccolta di firme contro i progetti di JHSF Participações ha superato quota 105mila. L’archeologa e insegnante Durdica Bacciu spiega alle persone che arrivano nel gazebo di fortuna: «Il territorio è stato già deturpato. Sono stati fatti degli scavi, sono stati fatti degli abusi, sono stati tagliati alberi secolari, c’è anche un problema di tutela di beni archeologici. Ricordiamo che qui c’è una torretta di epoca bizantina. Sono stati fatti degli interventi, eppure per le fasce tagliafuoco il Comune aveva risposto no e anche la Soprintendenza». Il sit-in si sposta sulla spiaggia davanti a Villa Joy e la contestazione è durissima, qualcuno si lascia andare a insulti gratuiti. Quindi nel pomeriggio il presidio si trasferisce davanti agli uffici comunali di Porto San Paolo. Arriva la notizia di una interpellanza al governo del deputato dei 5Stelle, Mario Perantoni. Ma non ci sono molte aspettative per le iniziative parlamentari. Il consigliere di minoranza di Loiri Porto San Paolo, Maurizio Zirottu, guarda il sit-in e commenta: «È un momento difficile per la nostra comunità, come minoranza abbiamo chiesto al sindaco di ascoltarci, ma è stato inutile». La manifestazione è finita, la battaglia di Cala Finanza appena iniziata.

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