«A distanza di un anno dalle dimissioni del presidente della Domusacqua qualcuno ne ha preso il posto? Chi prende le decisioni in merito alla società controllata visto che è il Comune a firmare e comunicare atti sulle frequenti riparazioni da eseguire e sugli slacci idrici in tutto l’abitato? Il Comune ha titolo per sostituirsi al gestore? E chi paga per gli interventi?». Sono solo alcuni dei tanti quesiti che la consigliera di minoranza Maria Giovanna Carta (Noi per Domusnovas) ha inserito in un’urgente interrogazione rivolta alla sindaca Isangela Mascia da discutere nella prima seduta utile del Consiglio.
Un attacco, l’ennesimo con cui la consigliera prende di mira il sistema idrico che, il 17 settembre del 2025, era rimasto privo (abbandono polemico) del presidente Salvatore Raspitzu proprio durante una lunga emergenza idrica. Poco dopo Raspitzu era tornato su suoi passi facendo sapere che sarebbe rimasto fino all’avvenuta fusione (lunghissimo l’iter ancora in corso) tra la stessa Domusacqua e l’altra controllata Domuservizi ma da allora si fatica a registrare atti o interventi che hanno la sua firma.
E sulla questione Carta incalza: «Quanto è costato il presidente dalla nomina ad oggi? Ha ricevuto pagamenti dopo le dimissioni? A quale titolo e per cosa?». Stringata la replica della sindaca che sorvola su vari quesiti: «Reti e condotte sono dell’ente e gli interventi sono fatti dalla Domusacqua in accordo con l’ufficio tecnico. Più volte abbiamo ribadito che il presidente rimane in carica fino all’avvenuta fusione ma la consigliera insiste. Magari perché preferirebbe una gestione esterna dell’acqua?».
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