Tokyo. La terra torna a tremare nel sud-ovest del Giappone. Un sisma di magnitudo 7.1 ha colpito la prefettura di Kumamoto provocando almeno un morto, oltre cento feriti e decine di dispersi. I soccorritori scavano tra le macerie, mentre circa 3.600 militari delle Forze di autodifesa sono impegnati nelle operazioni di salvataggio.
La situazione più critica si registra all'Aeon Mall di Kashima, dove un'esplosione avvenuta dopo l'evacuazione ha provocato il crollo del secondo piano. Tra le macerie si cercano ancora tra 20 e 30 persone. Dispersi sono segnalati anche in una cartiera di Yatsushiro, dove è crollata una ciminiera. Un treno merci è deragliato senza causare feriti.
Il terremoto ha provocato incendi, danni a ponti e abitazioni, il crollo di parte delle mura dello storico castello di Kumamoto e ha lasciato senza elettricità circa 45mila utenze. Sospesa l'intera linea ferroviaria ad alta velocità Kyushu Shinkansen, mentre l'aeroporto di Kumamoto, chiuso per alcune ore, ha poi ripreso l'attività. Nessuna anomalia è stata rilevata nelle centrali nucleari di Genkai e Sendai.
La premier Sanae Takaichi ha assicurato il massimo impegno del governo, indicando come priorità la salvaguardia delle vite umane. La scossa principale, registrata alle 16,27 ora locale a una profondità di 16 chilometri, ha raggiunto il livello massimo 7 della scala sismica giapponese, il più elevato dal terremoto della penisola di Noto del 2024. Sono seguite numerose repliche, tra cui una di magnitudo 6.1, mentre circa 300mila persone sono state invitate a raggiungere i centri di evacuazione. L'allerta tsunami, diramata subito dopo il sisma, è stata revocata poche ore più tardi.
Secondo gli esperti, il terremoto è legato a un tratto della faglia di Hinagu rimasto inattivo durante i terremoti del 2016, quando due violente scosse provocarono 273 vittime. L'Agenzia meteorologica giapponese ha invitato la popolazione a mantenere alta l'attenzione nei prossimi giorni: potrebbero verificarsi nuove scosse di forte intensità.
Situato lungo la “Cintura di fuoco” del Pacifico, il Giappone è uno dei Paesi più esposti al rischio sismico e conserva ancora il ricordo del terremoto e dello tsunami del 2011, che causarono quasi 18.500 vittime e il disastro nucleare di Fukushima.
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