Comune.

Sinistra futura, una diffida tira l’altra 

Il consigliere Coda al leader regionale: posso usare nome e simbolo del partito 

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Respinge al mittente la diffida. Angelo Coda tiene duro sull’uso del nome e del simbolo del partito. Per “Sinistra futura” non c’è pace. Anche dopo il monito del sindaco Emiliano Fenu alla sua maggioranza perché pensi a governare più che alle poltrone il caso politico resta esplosivo. Il consigliere Coda al presidente regionale del partito Luca Pizzuto replica in modo netto: «La diffida risulta priva di fondamento giuridico; il gruppo consiliare “Sinistra futura” cui appartengo è stato costituito nel rispetto delle disposizioni del regolamento del Consiglio comunale e trae la propria denominazione dalla lista con la quale il sottoscritto è stato legittimamente eletto. La denominazione del gruppo consiliare e il riferimento al simbolo utilizzato nel contesto dell’attività istituzionale costituiscono infatti un richiamo alla lista presentata e ammessa alla competizione elettorale, con il relativo contrassegno depositato presso gli uffici elettorali al momento della presentazione delle candidature». Coda in Consiglio continua a rappresentare “Sinistra futura” benché fuori dall’aula no.

Lo scontro

Coda richiama regolamento consiliare e l’articolo 67 della Costituzione e passa al contrattacco: «La richiesta di cessare l’utilizzo del nome e del simbolo del gruppo consiliare non può essere accolta. Si diffida dal reiterare contestazioni o iniziative che possano incidere illegittimamente sull’esercizio delle prerogative connesse al mandato elettivo del sottoscritto, con riserva di ogni tutela nelle sedi competenti». Le tensioni restano perciò fortissime in un partito rappresentato in Giunta dall’assessore Domenico Cabula, in rotta con Coda.

L’alleanza

Il caso è poi complicato dall’uscita di Irene Melis dal Pd con l’idea di approdare a “Sinistra futura” ma il no di Coda l’ha spedita al gruppo misto. «Un’azione destabilizzante che un assessore di un altro partito vada a fare campagna acquisti nell’ambito della stessa coalizione», commenta Giovanni Mossa, capogruppo Pd. E aggiunge: «Quest’azione va a detrimento della maggioranza, si parla di questo anziché del bilancio da approvare. Azione irresponsabile a nostro danno». Comunque vada, non vede aggiustamenti negli equilibri di Giunta. «Non entriamo in casa d’altri», dice sullo scontro interno a “Sinistra futura”. Possibili conseguenze? «Gli assetti della maggioranza non cambiano». Spostamenti di deleghe dal Pd a M5S che ora hanno parità di consiglieri? «Ipotesi dell’irrealtà», dice richiamando il rispetto «del perimetro disegnato dal sindaco».

Il regolamento

«Non entro nel merito alla vicenda interna di “Sinistra futura” ma nell’ordine di garantire i diritti di tutti i consiglieri», premette Elia Carai, presidente dell’assemblea. «Mi attengo al regolamento: dice che nel momento in cui un consigliere intende fuoriuscire dal gruppo col quale è stato eletto ed entrare a far parte di un altro gruppo consiliare deve ricevere l’approvazione del capogruppo». Melis, senza il via libera di Coda, va perciò al misto. «Il regolamento viene rispettato».

Vertice di maggioranza
In questo contesto ieri pomeriggio incontro dei capigruppo di maggioranza in vista del Consiglio del 27 marzo sul bilancio. Oggi pomeriggio l’alleanza del Campo largo si ritrova per il dossier Pratosardo. L’incontro, presieduto dal sindaco, prevede l’audizione del commissario e del presidente del Consorzio industriale provinciale. Domani faccia a faccia con gli operatori. Il futuro dell’area industriale per il Campo largo diventa priorità.

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