Non è passata per tre voti, nelle commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera, la nomina proposta dal governo di Giorgio Graditi a componente della Consulta dell'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin). I numeri della maggioranza erano risicati ma c'erano: 31 votanti su 31 voti necessari al via libera, ma alla fine in tre si sono espressi in modo contrario ed è saltato tutto. L'opposizione, dopo essersi astenuta in blocco, è partita all'attacco: «L'ennesima certificazione di una maggioranza che non c'è più, divisa e incapace persino di sostenere le scelte del governo su temi strategici per il Paese. Per il nucleare avevano fatto ieri un vertice a Palazzo Chigi....», ha ricordato la capogruppo del Pd Chiara Braga. Ma sull'identità dei franchi tiratori è giallo. Anche perché il meccanismo del voto in commissione, quando si tratta di nomine, è pensato proprio per garantirne la segretezza.
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