Sangue sulle strade

Si schianta su un Tir, muore quartese 

Sebastiano Borrelli, 44 anni, vittima dell’incidente in Val Pusteria (Alto Adige) 

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Viaggiava a bordo di un furgone quando all’improvviso, per cause ancora da accertare, il mezzo si è scontrato frontalmente con un autoarticolato.È morto sul colpo Sebastiano Borrelli, 44 anni, quartese, lontano da casa, lungo la Val Pusteria in zona Sciaves. L’impatto è stato violentissimo e per lui, nonostante i soccorsi, non c’è stato niente da fare.La notizia della sua morte è piombata come un fulmine a ciel sereno a Flumini, lungo la costa quartese, dove Borrelli, originario di Lanusei, aveva casa e dove tornava ogni volta che gli impegni di lavoro glielo consentivano. Anche da poco era tornato a trovare la mamma e i due fratelli. Era una persona perbene che in tanti ricordano con affetto.

Lo scontro

L’incidente è avvenuto intorno alle 23 di giovedì. L’impatto è stato violentissimo. Il furgone è rimasto incastrato nella cabina dell’autoarticolato e il cassone del mezzo è stato scaraventato nel fossato a bordo strada. Borrelli è morto sul colpo, mentre il conducente del furgone è riuscito a trascinarsi da solo fuori dal mezzo prima di essere soccorso e portato con gravi ferite all’ospedale di Bressanone. Lievi ferite invece per chi guidava il Tir.La scena che si è presentata ai soccorritori è stata terribile .La strada è rimasta chiusa per diverse ore per consentire i soccorsi e la rimozione dei mezzi coinvolti.I vigili del fuoco volontari di Sciaves e Rio di Pusteria hanno lavorato a lungo con attrezzature idrauliche per liberare Borrelli dall'abitacolo, ma per il 44 enne non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche il Soccorso Alpino, il servizio strade, la Croce Bianca di Rio di Pusteria e Bressanone, i carabinieri e il servizio di assistenza psicologica per le emergenze. Le operazioni si sono concluse soltanto intorno alle 3.30 del mattino.

Il lutto

La morte di Borrelli ha suscitato grande commozione a Flumini di Quartu e numerosi messaggi di cordoglio sono stati pubblicati sui social. «Non si può morire così. Non ci posso credere Sebastiano».I vicini raccontano che spesso Sebastiano Borrelli tornava a casa, per rilassarsi nella sua amata campagna quartese quando gli impegni di lavoro glielo consentivano. Disperati e attoniti dal dolore la mamma e i due fratelli.Ieri mattina in zona c’era come un silenzio composto, nessuno osava chiedere niente per non disturbare in alcun modo la famiglia. Adesso appena sarà dato il via libera, saranno avviate tutte le procedure per riportare la salma a casa e dopo i parenti potranno organizzare i funerali che con ogni probabilità, nonostante Borrelli fosse originario di Lanusei, saranno celebrati a Quartu.

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