L’indagine.

Si lavora di più e si incassa di meno 

Stipendi sotto la media nazionale e regionale. Perdisci: troppi part-time 

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A Oristano si lavora un mese in meno che a Milano: 258,8 il numero di giornate retribuite contro 239,3. Messico e nuvole? «Ma no, il motivo è molto semplice: qui il lavoro molto spesso è occasionale, temporaneo e a ore», ricorda il segretario provinciale della Cisl, Alessandro Perdisci. Lavori meno, incassi meno: elementare come confermano i dati dell’Inps elaborati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre.

I dati

Dall’analisi provinciale delle retribuzioni lorde percepite dai lavoratori dipendenti del settore privato emerge che la capolista Milano registra la media di 35.670 euro; Oristano si colloca nella 86esima posizione tra le 107 province con una retribuzione di 17.074 euro, all’incirca la metà, per una retribuzione media giornaliera di 75,11. Vale a dire poco più di 9 euro.

Oristano non solo è lontanissima dalla media nazionale della retribuzione annua di 24.486 euro per 246,5 giornate lavorate (stipendio medio giornaliero di 99,32 euro) ma non è neppure vicina alla media della Sardegna di 18.289 euro annuali e 80,35 euro giornaliera e questo nonostante a Oristano i dipendenti del privato abbiano lavorato 12 giorni in più rispetto alla media regionale.

L’analisi

«Questo dato conferma ancora di più quello che da tempo sosteniamo circa il lavoro occasionale di gran parte degli occupati nella provincia di Oristano. Parliamo di occupati nell’agricoltura, nel turismo e nella ristorazione in genere che fanno il troppo pieno nel periodo estivo e il mezzo pieno negli altri mesi», dice ancora Perdisci. L’Ufficio studi dell’Associazione artigiani e piccole imprese Mestre (Cgia) individua il fenomeno in tre fattori: «Una maggiore diffusione della precarietà, un ricorso più frequente al part-time involontario e una componente rilevante di lavoro stagionale nel turismo e nell’intrattenimento. Si tratta dunque non tanto di una minore quantità di lavoro, quanto di condizioni occupazionali più fragili e meno regolari.

Quale soluzione?

«La diagnosi è perfetta – commenta il vicepresidente della Camera di Commercio Cagliari-Oristano, Nando Faedda - ma non è certo una novità. Il problema vero è imboccare la strada per venirne fuori e arrivare a retribuzioni più adeguate che per noi resta l’agroalimentare, che registra una significativa crescita ma che può dare di più, e il turismo sottostimato e sotto pagato. Oltre l’edilizia che dopo il boom del 110 per cento accusa i primi sintomi di malessere». La differenza nelle retribuzioni è segnalata anche dal Geography dell’Osservatorio JobPricing che riporta una retribuzione globale annua (data dalla retribuzione fissa annua lorda e quella variabile, effettivamente percepita dal lavoratore) pari a 28.266 euro con un recupero di tre posizioni rispetto al 2024. Oristano sta sempre nei bassifondi della classifica nazionale (89esima su 107) ma con una retribuzione globale annua in Sardegna seconda solo a Cagliari.

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