legge elettorale

Sì alle preferenze, FdI dà la linea 

Le linee guida della riforma ribadite in un vertice: «Si avvicina al premierato» 

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Avanti nella battaglia per introdurre le preferenze e a difesa di un testo che punta alla stabilità di governo e «primo nella storia della Repubblica» si avvicina al premierato. È la posizione di Fratelli d’Italia sulla legge elettorale ribadita anche ieri in una riunione dove il responsabile organizzativo, Giovanni Donzelli, ne ha illustrato ai colleghi senatori le linee guida del testo di cui è tra gli ideatori.

A poche ore il bis col gruppo parlamentare della Camera, ramo dal quale partirà l’esame del provvedimento già assegnato in commissione. Ma sul quale si entrerà nel vivo dopo il referendum. «Il testo è una sintesi delle posizioni di maggioranza che mettiamo a disposizione del Parlamento per tutti gli approfondimenti che si riterranno opportuni», evidenzia l’azzurro Alessandro Battilocchio, tra gli sherpa della riforma.

Le valutazioni

I partiti, di maggioranza e opposizione, stanno valutando il testo: stasera riunione illustrativa dei gruppi della Lega di Camera e Senato. Una proposta che appare blindata nell’ossatura, il proporzionale con premio di maggioranza, ma non chiusa a ritocchi. A partire dalle preferenze, appunto. Ma anche, per esempio, sul ballottaggio sul quale, stando ai rumors, FI valuta possibili emendamenti.

Intanto, a sottolineare che FdI non è intenzionata a mollare la battaglia per le preferenze è Ignazio La Russa. Il presidente del Senato ricorda di essersi sempre speso su questo fronte e assicura: «Non abbiamo cambiato idea, anche se siamo rispettosi del dibattito. Non conosco i dettagli, ma ho capito che è una legge contro il pareggio e dunque per la vittoria e quindi la stabilità. Vuol dire un gradino di meno di quello che potrebbe accadere con una riforma costituzionale ad hoc».

Le critiche

Donzelli aggiunge: «È una legge perfettamente compatibile col premierato, un passo propedeutico e necessario. È la legge elettorale nuova per fare il premierato ed è la prima volta nella storia che c’è il candidato presidente del Consiglio indicato al presidente della Repubblica che ovviamente, fatte salve le sue prerogative, sceglie».

Un punto che, però, l’opposizione mette nel mirino così come una serie di costituzionalisti. Altro punto critico le liste bloccate: almeno sulla carta, potrebbero fare spazio alle preferenze. Un antidoto, secondo alcuni, anche contro l’astensionismo in costante crescita.

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