L’analisi.

«Sì alle classi digitali, ma l’età dei docenti oltrepassa i 57 anni»  

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Età dei docenti elevata e didattica non più adeguata con i tempi. Sono i concetti che, secondo Massimo Depau, determinano la “crisi” della scuola, soprattutto negli istituto superiori. Depau è il presidente regionale dell’Associazione nazionale presidi, che raccoglie l’85% dei 215 dirigenti a capo delle scuole della Sardegna. «Nella nostra Isola, come in tutta Italia, c’è un notevole calo dei licei classici». Perché? «C’è necessità di un restyling immediato dell’offerta formativa». Tradotto. «Due anni fa al Siotto abbiamo registrato un boom di iscrizioni grazie alla classe digitale ». I tempi si trasformano. «Per rinnovare è necessario cambiare e bisogna farlo sempre più velocemente». Non è facile. «Certo, perché per alcuni docenti vuol dire uscire dalla “comfort zone” e un insegnante “vecchio stampo” non guarda tanto chi c’è dall’altra parte». La scuola deve mettersi in discussione. «I docenti lavorano con più profitto nelle “classi digitali”, dove non c’è l’abbassamento dell’asticella, anzi, i programmi sono più approfonditi». Stare al passo con i tempi tecnologici è molto difficile. «Purtroppo sì, l’età media è di oltre 57 anni. Un abisso con i ragazzi».

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