Ci sono volute quasi sette ore di assemblea, con la seduta terminata dopo mezzanotte, ma nella notte tra giovedì e venerdì il Consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2026-2028. Una manovra da circa 41 milioni di euro, che mette fine all’esercizio provvisorio. Il settore più ricco, tra fondi comunali e finanziamenti regionali e statali, è quello dei lavori pubblici, con poco più di 9 milioni di euro (la previsione per il triennio è di 34 milioni).
I progetti
L’importo più consistente è dato dai quasi 5,5 milioni di euro necessari alla riqualificazione del mercato civico, ma a bilancio per quest’anno ci sono anche poco meno di 1,5 milioni per le strade e circa 775 mila euro per ampliare il cimitero e realizzare nuovi loculi. Tanti anche i fondi destinati alle politiche sociali: 8,8 milioni di euro. Rispetto al passato aumentano i capitoli di spesa per la cultura (oltre 500 mila euro) e il commercio (60 mila euro), mentre per le scuole ci sono 400 mila euro tra contributi, servizio mensa, rimborsi spese e borse di merito. Il sindaco Tomaso Locci, parla di «un bilancio non tecnico ma politico. Nonostante le difficoltà a far quadrare i conti abbiamo scelto di potenziare settori come il commercio e lo sport, che riteniamo fondamentali, ma anche la cultura, lo spettacolo e il turismo, capaci di creare indotto economico e socialità a favore delle famiglie, comprese quelle più fragili». Parlando dei finanziamenti regionali ottenuti, il primo cittadino elogia poi «il lavoro importantissimo svolto dagli uffici e della parte politica».
L’opposizione
La manovra è passata con i soli voti della maggioranza, mentre i consiglieri di minoranza presenti (Cao, Cicotto, Corda, Congiu, Picciau, Zucca) motivano così il loro voto contrario: «Un bilancio inemendabile, perché presentato dopo cinque mesi dall’inizio dell’anno, con buona parte delle cifre libere già spese o impegnate. Ma soprattutto privo di una visione adeguata del futuro: a dispetto dei proclami si nota un totale immobilismo che non ha portato alcun risultato reale». E concludono: «Questo documento è lo specchio di una Monserrato che, senza progettualità e coraggio, non potrà mai crescere».
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